<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683</id><updated>2012-02-17T04:39:41.820+10:30</updated><title type='text'>Vita in Australia - Quattro anni dopo</title><subtitle type='html'>A quattro anni di distanza dal primo blog ritorno a raccontarvi la mia vita in questo paese. Le differenze dalla prima avventura sono moltissime. Dopo avervi descritto le mie "prime impressioni" all'arrivo in Australia finalmente posso portarvi ad un livello avanzato: provo a raccontarvi come si entra nel business australiano aprendo un'attività in un paese così diverso dal nostro.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>37</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-3258983000887033825</id><published>2011-01-05T23:20:00.001+10:30</published><updated>2011-01-08T11:33:42.205+10:30</updated><title type='text'>Giornate importanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono quelle che stiamo vivendo in questo periodo. Le più importanti in 4 anni di vita in Australia. Mancano 6 giorni all'apertura del nostro locale in Hutt Street ad Adelaide. Finalmente sono gli ultimi giorni di una fantastica ma altamente impegnativa avventura iniziata 4 mesi fa quando mio cognato mi chiamò per comunicarmi che avevano finalmente trovato una location su quella strada. Oggi è sabato ed io torno al lavoro alle 4 dopo tre giorni di ferie che mi ero preso per stare un po' più dietro all'arredamento del nuovo Cibo. Mercoledì scorso sono arrivati i due operai della Bocchini di Ancona e ieri hanno finito di montare i banconi del bar e i frighi della pasticceria, del salato e dei gelati. Lunedì e martedì completeremo l'arredamento anche delle altre due stanze e mercoledì e giovedì finiremo invece l'esterno con tutti i tavoli e gli ombrelloni. Venerdì alle 7 grande apertura del punto vendita. Per lo staff ci siamo quasi. A noi servono dai 25 ai 30 ragazzi di cui 5 team leader o supervisor. Di oltre 400 richieste alla fine siamo riusciti a prenderne il necessario. Mercoledì scorso il nostro ufficio centrale ha organizzato un primo meeting conoscitivo in uno dei negozio in città già aperti. È stato molto positivo e credo che al nuovo staff sia piaciuto molto. Erano presenti anche i soci di Cibo, i ragazzi che lo hanno fondato, e questo ha reso più prestigioso l'incontro. Dobbiamo stimolare questi ragazzi perché il lavoro non è facile e abbastanza stressante. Dopodomani avremo un altro incontro nel solito posto e questa volta, oltre al nuovo staff, dovranno essere presenti TUTTI, anche i supervisor che portiamo da Hyde Park, il locale che io e mia moglie stiamo gestendo da una decina di mesi. Abbiamo infatti deciso di spostare qualcuno da quel punto vendita per poter contare fin da subito sull'esperienza di alcuni. Giovedì infine l'ultimo meeting con lo staff all'interno del nuovo locale che il giorno successivo apriremo. Sono giornate pesanti perché oltre al negozio di Hyde Park che dobbiamo comunque continuare a gestire ci sono tutti i preparativi del nuovo: ordini, staff, roster ecc ecc. e in più ci sono i bambini da guardare. È Orietta poverina che deve fare il lavoro sporco, lei prende i contatti con i fornitori e pensa a tutta la parte burocratica del negozio. Vorrei tantissimo poter far qualcosa anch'io ma non è facile prendere accordi amministrativi senza conoscere la lingua alla perfezione. Quando apriremo poi tutto si stabilizzerà in entrambi i punti vendita e credo sarà un po' più facile per tutti e due.&lt;br /&gt;Sono contento comunque di come sta venendo il bar. Mi piace molto e non vedo l'ora che arrivi venerdì. Quella che sta per cominciare sarà la settimana più eccitante di questa mia avventura australiana. Speriamo vada tutto bene davvero.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Barnes%20Rd,Glynde,Australia%40-34.900430%2C138.651291&amp;z=10'&gt;Barnes Rd,Glynde,Australia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-3258983000887033825?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/3258983000887033825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2011/01/giornate-importanti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/3258983000887033825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/3258983000887033825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2011/01/giornate-importanti.html' title='Giornate importanti'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-7355767735833230888</id><published>2010-12-17T12:07:00.000+10:30</published><updated>2010-12-17T12:07:57.443+10:30</updated><title type='text'>Natale australe</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già, Natale australe. Anche questa volta ci ritroviamo a paragonare queste settimane prefestive con quelle europee. Non c'è niente da fare. Per noi europei il Natale è al freddo, con la neve magari, comunque in giro per i negozi imbacuccati nei nostri cappotti. C'è da dire che il tempo ad Adelaide di questi giorni aiuta molto a sentirsi meno lontani da casa. La sera ad esempio fa freddo ed io con lo scooter mi devo coprire. Mi piace. Ci sono già state le prime avvisaglie estive, un paio di giorni a 35 gradi, ma niente di preoccupante. Il bello deve ancora venire. L'estate inizia ufficialmente tra una settimana. Io intanto sono tornato dalla mia vacanza italiana e dopo qualche settimana di assestamento mi ritrovo a raccontare la mia vita su questo blog. Sono le 11.36 di venerdì mattina. Fuori è nuvoloso e oggi saranno 23 gradi circa. Si sta bene, aria fresca, porta di casa aperta sul nostro piccolo giardino e i bambini che entrano ed escono liberamente. E' piacevole vederli fare quello che vogliono senza pericoli, anche Mattia, il più piccolo. Quanto gli piace stare fuori. Orietta è al lavoro e finisce a mezzogiorno. Stasera sarà il mio turno. Da quando sono tornato lavoro tre sere alla settimana. Mi piace. Chiudo il giovedì, venerdì e sabato. I tre giorni più busy del negozio e l'ho voluto io per tenere tutto sotto controllo. Siamo pieni ogni giorno. Gli incassi sono elevati e abbiamo rafforzato i turni con personale extra. E' bello vedere il negozio così "in forma". Siamo sopra i 6000 dollari ogni giorno e i weekend ci avviciniamo agli 8000. Ah, dimenticavo. Il nostro head office ha rincarato i prezzi in tutti i punti vendita. Adesso un cappuccino piccolo (come quelli italiani) costa 3 dollari e 40 (2 euro e 50) mentre l'espresso è passato dai 2 dollari e 70 (2 euro) a 2 dollari e 80 (2 euro e 10). Questo per farvi capire quanto è più caro far colazione al bar da noi. Ma agli australiani va bene. Sanno che Cibo vuol dire qualità dei prodotti e i soldi, da noi, li spendono volentieri. Intanto i preparativi per il nostro locale proseguono. Nel frattempo la banca ci ha dato tutti i soldi e in parte li abbiamo già dati all'ufficio centrale di Cibo. I lavori sono quasi finiti e mercoledì avremo la possibilità di entrarci per la prima volta da quando sono iniziati. Credo che riuscirò a fare anche le prime foto che naturalmente posterò subito sul blog. I banconi e i frighi arriveranno la prossima settimana al porto di Adelaide dall'Italia e tutto sarà pronto per il 10 gennaio. L'inaugurazione è prevista due o tre gironi dopo. Ritarderemo un po' la licenza per gli alcolici visto che il governo australiano è molto pignolo a riguardo. Dobbiamo infatti nominare i supervisors per ogni turno di lavoro e comunicarli al governo. Questi saranno i responsabili per la vendita degli alcolici nel locale e uno di loro dovrà essere sempre presente in ogni turno. Per quanto riguarda lo staff siamo un po' indietro invece. In totale serviranno 25 persone. Ne abbiamo 12 al momento a fronte di oltre 400 richieste avute in un mese di annuncio pubblicato sui principali siti australiani. Per fortuna in Australia ci sono le vacanze di scuola e ad Hyde Park abbiamo abbondanza di staff. Per le prime settimane quindi condivideremo i ragazzi tra i due negozi. Abbiamo la fortuna di gestire due punti vendita con moltissimi vantaggi da diversi punti di vista. Poi, con calma, stabilizzeremo i due ambienti rendendoli indipendenti l'uno dall'altro.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-7355767735833230888?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/7355767735833230888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/12/natale-australe.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/7355767735833230888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/7355767735833230888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/12/natale-australe.html' title='Natale australe'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-1790193282966085996</id><published>2010-10-19T14:59:00.000+10:30</published><updated>2010-10-22T15:02:32.714+10:30</updated><title type='text'>In volo</title><content type='html'>Eccomi qua. Siamo ufficialmente in volo. Sono seduto al mio posto 57H con Diego accanto a me. Sta guardando Toy Story 3 e pare molto felice di vederlo. Finalmente. Ma non è stato facile. Tutt'altro. Questa mattina mi ha portato mio suocero in aeroporto ad Adelaide. Non ce la siam sentita di far venire anche Orietta, Diego ci sarebbe stato troppo male nell'accorgersi che sua mamma non veniva con noi. È stato tutto abbastanza tranquillo fino a quando, ad un certo punto mentre attendevamo l'imbarco al gate, Diego si è messo a piangere da solo e guardandomi con i suoi occhioni dolci e pieni di lucciconi mi ha chiesto dove fosse la mamma .... "Babbo... sniff... Voglio la mamma". Ecco. In tutta la mia vita non potrò mai scordare quel suo viso. Mi ha fatto una pena tale da fari mettere in discussione tutto il viaggio. Mi ha colpito al cuore così a fondo da far traballare la mia razionalità. Così, piangendo anch'io, ho chiamato Orietta e tutti e tre abbiamo pianto insieme come bambini. È stupido per alcuni ma noi pensiamo che la nostra famiglia debba stare sempre unita .... sempre. Ho sottovalutato la reazione di Diego e me ne pento. Durante tutto il primo volo ogni volta che nominavo Ori o Mattia Diego si metteva improvvisamente a piangere e mi stringeva. È stato un sentimento nuovo per me, devastante. Solo chi ha figli può capire. E solo fino a quando non li avrete non potrete MAI capire la magia che lega un genitore al proprio bambino. Non si finisce mai di provare emozioni nuove con loro, ogni giorno. Intanto siamo a 36 mila piedi, 10 mila metri. Mancano ancora 6 delle 9 ore totali all'arrivo ad Hong Kong. Questo che sto facendo è il volo che più mi impensierisce per via del meteo. Come ho scritto ieri le aerovie tra l'Australia e Hong Kong passano per le Filippine dove attualmente è in fase di svolgimento un forte tifone. Quell'area è sempre molto turbolenta e tra poco la raggiungeremo. Stiamo infatti per raggiungere la costa nord australiana e tra un'oretta sorvoleremo Darwin e poi ..... Tutto mare fino ad HK. L'aereo è mezzo vuoto. Mai trovata così poca gente su un Cathay. Il tizio accanto a me occupa sdraiato da solo tutti i 4 posti della fila e come lui anche molte altre persone. Non vedo l'ora di toccare la pista di Hong Kong. Anche perché nell'altro volo sarà più facile per noi dormire. Per adesso infatti niente. Sono stanco e francamente dormirei ma non me la sento di farlo con Dedo sveglio accanto a me. Aspetto lo faccia lui per primo. È così affettuoso e si sente quanto ha bisogno di coccole. Mi manchi Ori... Tanto :-(&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress da iPad&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-1790193282966085996?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/1790193282966085996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/in-volo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/1790193282966085996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/1790193282966085996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/in-volo.html' title='In volo'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-51676162097050702</id><published>2010-10-18T23:38:00.002+10:30</published><updated>2010-10-18T23:40:48.980+10:30</updated><title type='text'>Si parte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto pronto ? Macché. Sono le 22.35 e ancora ho da fare le valigie. Le faremo domani. Cosa si prova a partire per un lunghissimo viaggio dopo che non si vede la propria terra da quasi due anni ? Mille emozioni.... tantissime. Ho mal di stomaco a dir la verità. Come sempre prima di un lungo volo sono in tensione ma questa volta è peggio. Credo che sia per l'articolo che ho appena letto sulla prima pagina del Corriere on line dove si parla del tifone sulle Filippine che si sta spostando sul Mar della Cina Meridionale. Le Filippine si trovano proprio nel bel mezzo delle aerovie tra l'Australia e Hong Kong ed è sempre in prossimità di esse che si sentono le turbolenze maggiori. Nell'articolo leggevo che proprio domani il tifone si sposterà sul Mar della Cina. Mi sembra di aver capito che sia in realtà a ovest di Manila. Si, ho appena controllato. Ci passiamo proprio nel mezzo e Hong Kong è bagnata proprio da questo mare. :-( Sono nervoso. Leggo che si sta dirigendo verso sud ovest e questo mi fa pensare che si stia allontanando da Hong Kong. E' inevitabile che un paranoico come me pensi subito all'incidente in Brasile dell'Air France. In quell'occasione era sempre un Airbus 330 (come il mio) e ancora oggi si devono capire le cause che portarono a quella terribile catastrofe. Ho letto molti dei dossier ufficiali. Uno dei possibili problemi può essere stato il difetto ai tubi di pitot di cui tanto si è parlato. Questi buffi oggetti sono dei piccoli pungiglioni che tutti gli aerei hanno installati esternamente per misurare la velocità del velivolo rispetto all'aria. Beh, proprio questi, a quanto pare, in una situazione di violenta perturbazione (un tifone, un forte temporale con attività elettrica molto forte) avrebbero fornito ai sofisticati computer di bordo dell'Airbus un valore completamente errato facendo credere al pilota di essere in prossimità di velocità di stallo, che in realtà non era. Ogni strumento di bordo si sarebbe comportato di conseguenza al valore sballato fornito dal tubo di pitot costringendo il comandante a escludere l'autopilota, il che, in una situazione estremamente difficile come quella in cui si trovava il povero Air France nella tempesta tropicale quella notte, non è affatto consigliabile. Quello che è successo nei due o tre minuti successivi che hanno portato il grosso Airbus a distruggersi in mare è ancora in fase di studio. Quello che è certo è che stando ai valori trasmessi dal sistema automatico d'emergenza dell'Airbus, dopo l'esclusione dell'autopilota ci sia stata una situazione di incredibile sollecitazione della fusoliera, una variazione violenta della quota del velivolo, come una picchiata. Ecco. Quello che possono aver passato i poveri passeggeri quella notte deve essere stato terrificante. Ed io ci penso continuamente. Da quella data la Airbus ha fatto cambiare tutti i tubi di pitot ritenuti difettosi sui propri 330 che comunque rimarrà sempre il mio aereo preferito di sempre, nonostante tutto. La mia fobia mi ha portato ha controllare i METAR degli aeroporti di Hong Kong e Manila. Pare che su Hong Kong non ci siano particolari problemi meteo mentre su Manila si.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dicevo delle mille emozioni. Rivedrò la mia famiglia, invecchiata di due anni, come del resto loro vedranno me invecchiato di due anni e con qualche chilo in più. Rivedrò la mia terra e il mio paese. Ma non sarà lo stesso senza Orietta e Mattia. In questi giorni non è stato facile e dopotutto ci eravamo ripromessi di non separarci più dopo il nostro matrimonio. Purtroppo invece questa volta dobbiamo farlo. Qualcuno mi ha rimproverato di essere troppo malinconico al punto di non riuscire a godermi i momenti belli. Lo so. E' verissimo ed è il motivo per cui ancora non mi sono lasciato andare in Australia. Rimango sempre attaccato al passato e rimpiango sempre le cose belle vissute senza rendermi conto di viverne altre nel presente...... ma è un male comune mi sa :-) Tra qualche ora si parte dunque. Io e Diego. Ipad, Iphone, PSP, Macbook, Imac, videocamera e fotocamera ..... Ogni cosa è a caricare per il viaggio di un padre e di suo figlio di 4 anni che dovranno starsene 22 ore su un aereo. Ah, l'iMac lo porto per regalarlo ai miei genitori .... non sono così spudorato :-)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vado a letto. Mi mancano già tanto mia moglie e i miei bambini. Cercherò di postare il possibile durante le tappe del viaggio.... la prima sarà a Melbourne dopo solo un'ora di volo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A domani.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-51676162097050702?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/51676162097050702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/si-parte.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/51676162097050702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/51676162097050702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/si-parte.html' title='Si parte'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-5720296749910794408</id><published>2010-10-15T10:38:00.001+10:30</published><updated>2010-10-15T10:38:38.241+10:30</updated><title type='text'>Manca poco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel senso che tra 4 giorni si parte. Martedì a mezzogiorno il nostro Airbus 330-300 decollerà da Adelaide e dopo uno scalo tecnico a Melbourne ci porterà ad Hong Kong in quasi 9 ore. Due ore di sosta e poi di nuovo a bordo, questa volta di un Airbus 340-300, che dopo 13 ore atterrerà finalmente a Fiumicino. Finita ? Macchè. Tre ore di sosta e alle 9.50 di nuovo decollo con un Airbus 319 alla volta di Firenze dove, dopo quasi due anni, potrò riabbracciare i miei. Bel viaggetto no ? Sono nervoso. Già da oggi. Comincio a sentire la tensione di ogni cosa. Mille emozioni e consapevolezze che mi avvolgono. Innanzitutto le tre settimane che passerò in Italia mi sembravano poche fino a qualche giorno fa. Adesso mi sembrano molte. Questo è dovuto al fatto che vedo Orietta triste per la nostra partenza e la capisco. Anche a me dispiace un casino separarci di nuovo e questa volta non ci sarà solo mia moglie a mancarmi ma anche Mattia. Non sarà facile per niente. Abbiamo deciso di salutarci a casa, non voglio che vengano in aeroporto con noi. Non saprei la reazione di Diego a vedere sua mamma non salire con noi in aereo e per questo motivo credo sia più semplice per ognuno salutarci a casa. Come del resto avevamo fatto due anni fa con i miei. Credo ci accompagnerà soltanto mio suocero. In questo momento guardo Mattia. È un bambino bellissimo. Non riesco proprio a pensare che non lo vedrò per tre settimane. Cerco di immaginare cosa penserà lui a non vedere più suo babbo e suo fratellino per casa. Ormai è abituato a sentire Diego fare casino ogni giorno e sarà strano per lui, ma anche per Ori, sentire la casa silenziosa. E pensare che anni fa quando eravamo fidanzati dicevamo sempre che quella sarebbe dovuta essere l'ultima separazione. Ed invece eccoci qua, ancora una volta, a riprovare le stesse sensazioni. Però sono felice. Felice perché mi aspettano tre settimane bellissime e so di averle meritate. Da quando siamo arrivati in Australia non mi sono MAI preso più di due giorni di riposo in fila. Credo sia il momento giusto per fermarsi un po' prima della grande avventura con il locale nuovo. Questa volta cercherò di documentare ogni momento del viaggio che affronteremo io e Diego. Mammamia.... Ce la farò ?  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress da iPad&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Barnes%20Rd,Glynde,Australia%40-34.900540%2C138.651363&amp;z=10'&gt;Barnes Rd,Glynde,Australia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-5720296749910794408?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/5720296749910794408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/manca-poco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5720296749910794408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5720296749910794408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/manca-poco.html' title='Manca poco'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-1507067599179308509</id><published>2010-10-08T11:59:00.001+10:30</published><updated>2010-10-08T11:59:51.951+10:30</updated><title type='text'>È fatta. Finalmente.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Credo che lo si possa dire finalmente. Il manager della banca che ci ha seguito tutti questi giorni ha chiamato Orietta ieri pomeriggio e le ha detto che la Anz ha definitivamente accettato la nostra richiesta di mutuo. A dir la verità io preferisco cantar vittoria solamente quando vedo i soldi nel conto. Con tutto quello che è successo infatti nelle ultime settimane ho sempre il terrore che qualche altro intoppo possa saltare fuori all'ultimo momento. Però se il tizio ci ha chiamati apposta per comunicarci questa notizia credo si possa stare tranquilli. Intanto siamo riusciti a dare i primi cinquanta mila dollari a Cibo per le prime forniture e per questo dobbiamo sicuramente ringraziare i miei suoceri che ce li hanno anticipati. Ieri sera dopo il lavoro sono passato dal centro per vedere ancora una volta il posto dove nascerà il nostro Cibo. Più lo vedo e più non posso aspettare. La strada dove lo apriremo è un viale alberato molto frequentato e pieno di locali. Ci sono molti ristoranti, uffici, c'è la sede locale di Channel 10 ma anche molte abitazioni. Siamo a ridosso del parco più grande di Adelaide, quello dove c'era il rettilineo d'arrivo e i box del vecchio circuito di Formula 1 e dove ogni anno ci corrono con le auto V8. Presto vedrò di postare le prime foto. Ancora il locale è grezzo, con tutti i lavori da fare. Volevo aspettare una fase più avanzata degli interventi prima di fare le fotografie.&lt;br /&gt;Intanto comunque stiamo cominciando a pensare allo staff. Ci serviranno una ventina di persone e alcuni, pochi, li prenderemo da Hyde Park, dove lavoriamo adesso. A dir la verità Orietta non è molto contenta di portar via gente da dove siamo ora ma qualcuno con esperienza lo dovremo pur prendere. Per adesso l'idea è che lei faccia qualche turno anche ad Hyde Park come manager perché dopotutto non possiamo lasciare quel negozio prima che il nostro socio abbia trovato qualcun'altro a cui affidarlo e non posso certo portarle via lo staff migliore. Ricordo infatti che il nostro socio al locale nuovo è anche il titolare di Cibo Hyde Park dove abbiamo lavorato fino ad ora. Avremo anche la licenza per gli alcolici. In Australia funziona come in America. Non si possono bere alcolici per strada, non puoi comprarti la birra al supermercato perché non la troverai mai. Ci sono dei negozi appositi che vendono gli alcolici solo per portarli a casa e altri, gli hotel, ti permettono di bere sul posto (sono i nostri normali pub per intendersi). Fuori da questi luoghi non puoi bere. Il Cibo dove lavoro adesso per esempio non ha la licenza e per averla il nostro bar deve rispettare certi criteri. Quando tornerò dalla mia vacanza in Italia daremo il via al rush finale degli ultimi preparativi. Già, la vacanza. Manca davvero poco. Tra dieci giorni io e Diego dovremo affrontare un lungo viaggio e sarà la prima volta che mio figlio starà senza la mamma. Sono un po' preoccupato a dir la verità e le 21 ore di volo che ci attendono mi stanno tenendo in tensione. Sopratutto dopo aver letto tutti i dossier tecnici sull'incidente all'Air France in Brasile. Guarda caso fino ad Hong Kong avremo esattamente lo stesso Airbus 330 che tanti problemi ha avuto ai tubi di pitot. Speriamo la Cathay li abbia sostituiti davvero come ordinato dall'azienda francese. Altrimenti in caso di forte perturbazione .... :-))) Dai, sto esagerando volutamente come ogni volta che sto per affrontare un volo importante. Non ci posso ancora credere che tra due settimane sarò a Vernio. Sono quasi due anni che non vedo i miei e non era mai passato tanto tempo da quando sto con Orietta. Rivedrò anche Fede e Barbara a cui Diego si era tanto affezionato. Chissà la sua reazione nel vederli e nel rifrequentare i posti dove ha vissuto per un anno e mezzo. La prima domenica voglio portare Diego a Gardaland. In Australia non esistono parchi belli come quelli italiani e voglio approfittarne per regalargli una visita. &lt;br /&gt;Insomma. Un bel periodino pieno pieno di emozioni che meritava di essere raccontato in un nuovo blog. Eccomi qua dunque :-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress da iPad&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Barnes%20Rd,Glynde,Australia%40-34.900581%2C138.651397&amp;z=10'&gt;Barnes Rd,Glynde,Australia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-1507067599179308509?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/1507067599179308509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/e-fatta-finalmente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/1507067599179308509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/1507067599179308509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/e-fatta-finalmente.html' title='È fatta. Finalmente.'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-6559248647190168103</id><published>2010-10-04T23:44:00.002+10:30</published><updated>2010-10-04T23:53:03.698+10:30</updated><title type='text'>Festa dei lavoratori</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È in pratica la festività che si è celebrata oggi nel nostro stato. Credo si possa paragonare al primo maggio italiano. È stata una bella giornata di sole e il primo giorno di festa con l'ora legale che fa sentire davvero vicina l'estate che arriva. Certo che è proprio vero che le mezze stagioni ci sono ancora. Stiamo infatti attraversando una serie di giornate davvero ottime dal punto di vista della temperatura. Oggi erano 22 gradi e sarà così per tutta la settimana. Non capita spesso di avere il giorno libero insieme io e Orietta. Abbiamo infatti notato che le cose non vanno come vogliamo al negozio quando non ci siamo e per questo motivo cerchiamo, nei limiti del possibile, di essere sempre presenti a turno, anche se questo comporta a stare poco a casa nello stesso momento. Oggi però è stata una di queste giornate e i bambini erano contentissimi. È incredibile quanto un bimbo piccolo senta la presenza di entrambi i genitori e Diego non esita un attimo a dimostrarci la sua contentezza quando siamo insieme. Dopo pranzo siamo passati da Cibo a vedere come se la cavavano i ragazzi senza di noi in un giorno di festa con bel tempo come quello di oggi. Purtroppo come sospettavamo la situazione NON era sotto controllo e abbiamo trovato uno staff disordinato, scoordinato, stanco e nervoso. Le giornate come quella di oggi sono molto importanti. Il bar è molto "busy" ed essendo piccolo ma pieno di gente bisogna correre e fare in fretta ogni cosa. Se non si è coordinati bene da un buon team leader può essere un problema per tutto lo staff e di conseguenza per i clienti che non ricevono un buon servizio. Appena arrivati abbiamo trovato i ragazzi esausti e un bar completamente sporco con tutti i tavoli pieni di stoviglie usate. Brutto davvero. Dal momento che non ci piace rimproverare lo staff durante il lavoro mi sono messo IO a sparecchiare nonostante fossi in "borghese" senza divisa. Demoralizzati ce ne siamo andati quasi subito memorizzando ogni cosa per il prossimo meeting con i team leader. Questi ultimi sono un gruppo di poche persone che hanno in mano il negozio quando non ci siamo noi (i manager) e in genere godono della nostra fiducia. Dico "in genere" perché in pratica non è per niente facile trovare un buon team leader capace di avere il pugno di ferro in un negozio tanto movimentato come il nostro. È facile per lo staff non offrire un buon servizio ai clienti se non si è spronati da qualcuno con responsabilità e siamo consapevoli che un leader dipenda molto da quanto, a sua volta, si senta spronato da noi manager. Insomma, non va bene e c'è da lavorarci su. Nel pomeriggio siamo stati ad una festa di compleanno di un bambino. A casa di Michelle e Jason abbiamo incontrato anche Sandro e Franca. Abbiamo parlato molto con loro e ci troviamo sempre molto bene. Io e Sandro abbiamo diverse cose in comune e entrambi riusciamo a vedere la vita in Australia con più obiettività rispetto a coloro che rimangono SOLO flesciati dalle cose belle di questa terra. Poi Sandro è appena tornato dall'Italia e l'ho visto particolarmente giù e malinconico. Lo capisco purtroppo. Siamo consapevoli entrambi di quanto sia meglio questo paese per la vita di una coppia con figli ma siamo allo stesso tempo consapevoli di quanto manchi il cosiddetto "italian style" nei nostri momenti liberi. L'Australia, e Adelaide in particolare offrono davvero poco per i weekend, e gli italiani come noi arrivati da pochi anni nel paese rimangono spesso disorientati. Quando poi torni in vacanza in Italia dopo diverso tempo risulta davvero difficile riabituarsi all' "australian style". Sarà così anche per me ? Orietta è preoccupata dal mio stato d'animo quando tornerò dall'Italia. Io sinceramente no. Ci sarà la voglia di rivederla, di rivedere Mattia, le mie cose, la mia casa. È poi quando tornerò mancherà un mese soltanto all'apertura del locale. Insomma, sarò eccitatissimo. Non vedo particolari problemi se non la mancanza dei miei genitori. Intanto speriamo di avere i soldi dalla banca entro la fine di questa settimana. &lt;br /&gt;Vado a nanna. Domani sveglia alle 5.25 per il turno d'apertura al bar. Uno di questi giorni se ho tempo voglio fare un video per mostrarvi come funzionano i coffe Shop qua in Australia e per farvi capire le assurde abitudini di queste persone. È davvero affascinante ciò che accade, ve lo garantisco.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress da iPad&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Barnes%20Rd,Glynde,Australia%40-34.900560%2C138.651348&amp;z=10'&gt;Barnes Rd,Glynde,Australia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-6559248647190168103?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/6559248647190168103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/festa-dei-lavoratori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6559248647190168103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6559248647190168103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/10/festa-dei-lavoratori.html' title='Festa dei lavoratori'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-5355988506583045928</id><published>2010-09-29T19:20:00.000+09:30</published><updated>2010-09-29T19:20:55.756+09:30</updated><title type='text'>Ancora problemi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' inutile. Ogni volta che ci vien voglia di cantar vittoria succede sempre qualcosa che ci strozza l'urlo in gola. Mi riferisco alla nostra richiesta di mutuo per il locale. Il prossimo che mi viene a dire che in Australia è tutto più semplice lo uccido. Giuro. Non è affatto così. Intanto, come ho già scritto, Cibo ci ha chiesto i primi soldi entro la fine della settimana, e non bruscolini, ma la bellezza di 100 mila dollari tra noi e il nostro partner per l'ordine dei primi frighi appena effettuato. Il bello è che la nostra richiesta di mutuo naviga in altissimo mare. Ma parliamone in dettaglio di come funzionano le cose in questo paese. Avevamo iniziato UN MESE FA a chiedere un mutuo con la NAB, National Australian Bank, la terza banca per importanza d'Australia. Avevamo scelto questa innanzitutto perché è la nostra banca e poi perché è anche la banca dove l'ufficio centrale tiene tutti conti e pensavamo che ci avrebbero reso la vita più semplice. Non è stato così. Le settimane sono passate senza portarci a niente e il manager che ci seguiva molte volte non era neanche rintracciabile e non rispondeva alle nostre chiamate. Alla fine, dopo 20 gg, se ne esce con la richiesta di un Budget e di un Business Plan della nostra attività come condizione necessaria per proseguire nell'ottenimento dei soldi. Il problema è che il nostro commercialista dice che ci vuole almeno una quindicina di giorni per stilare questi documenti e dopo che li consegnamo alla banca altri 10 per avere i soldi. Non potevamo aspettare tutto questo tempo. Così Orietta ha provato a intraprendere un'altra strada parallelamente a quella della NAB. Doveroso puntualizzare che noi due non possediamo niente, non abbiamo proprietà e viviamo in una casa in affitto. I possedimenti in Italia non contano niente e non possono essere utilizzati come forma di garanzia. I sistemi bancari australiani e quelli italiani è come se fossero in due pianeti diversi. Non esiste la minima comunicazione o interazione tra di loro. Per questo motivo siamo dovuti ricorrere ai genitori di Orietta come garanti per l'intera operazione. Mettono la firma insomma. La seconda strada intentata da Orietta è stata quella di chiamare un suo carissimo amico commercialista molto esperto nella ricerca e nell'ottenimento dei mutui. Prendendo subito a cuore le preghiere disperate di mia moglie questa persona ci ha indirizzato verso un'altra banca, la ANZ, la più importante del paese, la quale può darci meno soldi della prima (ma andrebbe bene lo stesso) ma molto più velocemente, a patto che i genitori di Orietta portino la "dichiarazione dei redditi" di almeno due anni. Tutto semplice. Una volta trovati i documenti i soldi sarebbero stati disponibili in pochissimi giorni. Il problema è che il commercialista della famiglia di mia moglie è partito la settimana scorsa per una lunga vacanza in Italia e, a quanto pare, non avrebbe ancora fatto la dichiarazione dei redditi relativa al periodo che interessa alla banca. Fermi di nuovo. Questa è la nostra situazione al momento. Due strade, due richieste di denaro che stiamo portando avanti molto lentamente. La prima, quella col business plan, che ci darà sicuramente i soldi che chiediamo ma in almeno 20 giorni, la seconda, quella con la ANZ, che proviamo ugualmente a portare avanti nonostante la mancanza di un documento importante che il primo sportello ci ha richiesto. Cosa succederà ? Per adesso abbiamo dovuto sborsare 1500 dollari all'amico professionista di Orietta come "anticipo" sull'assistenza che ci sta fornendo e, come ho detto ad inizio post, dobbiamo versare i primi 50 mila dollari entro due giorni. Possiamo stare tranquilli un attimo ? macchè. E come se non bastasse io il 19 ottobre parto per la vacanza in Italia con Diego e speravo fosse tutti definito per quella data. Siamo molto stanchi, nervosi, abbattuti ma soprattutto frustrati per questa incredibile vicenda. Se il manager della prima banca ci avesse detto fin da subito, un mese fa, quando abbiamo iniziato a parlarne, che sarebbe servito un "badget" e un "business plan", a quest'ora li avevamo già in mano i soldi. Invece siamo ancora appesi in un limbo senza poter esultare per l'apertura del nostro locale. In compenso la voce in città si è ormai sparsa e tutti sanno chi c'è dietro al tanto discusso nuovo Cibo di Hutt Street. Anche sul giornale siamo finiti e oggi, due clienti mai visti prima, sono entrati ad Hyde Park chiedendomi se fossi io colui che guiderà il nuovo Cibo su quella importante strada. Addirittura ci sono leggende sulla tipologia del locale, molti infatti mi chiedono se sia vero o no il fatto che vogliamo riaprire nuovamente un Cibo versione ristorante come quello dove feci il mio pranzo di matrimonio su O'Connell Street, chiuso dopo che i ragazzi decisero di concentrare le loro forze solo sui bar. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel periodo. Pensate. Questi 4 ragazzi di origini italiane sono partiti con un piccolo ristorante su quella strada, hanno poi aperto il primo Coffee Shop su Rundle Street avendo solo un piccolo laboratorio di pasticceria. Adesso invece hanno chiesto un prestito di oltre 2 milioni di dollari per la nuova, fantastica e stellare nuova sede principale della North East Road dove porteranno, in un'unica struttura la pasticceria per i quasi 20 punti vendita aperti tra i due stati (South Australia e Queensland), gelateria e tostatura del caffè. Già, perché pure quello hanno deciso di cominciare a farselo da soli senza delegare una ditta esterna. Beati loro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-5355988506583045928?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/5355988506583045928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/ancora-problemi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5355988506583045928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5355988506583045928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/ancora-problemi.html' title='Ancora problemi'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-8089772635032959290</id><published>2010-09-28T23:06:00.000+09:30</published><updated>2010-09-28T23:06:13.077+09:30</updated><title type='text'>Blog in fase di ristrutturazione</title><content type='html'>Giusto per chiarire i motivi dell'ennesimo cambiamento. Sto reinserendo piano piano tutti i post arretrati degli ultimi anni. Giorno dopo giorno li ritroverete nell'archivio. È un lavoro lungo e certosino che comunque voglio portare a termine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-8089772635032959290?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/8089772635032959290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/blog-in-fase-di-ristrutturazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/8089772635032959290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/8089772635032959290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/blog-in-fase-di-ristrutturazione.html' title='Blog in fase di ristrutturazione'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-2488761860641256770</id><published>2010-09-27T18:23:00.001+09:30</published><updated>2010-09-27T18:47:28.418+09:30</updated><title type='text'>Settembre ...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era il titolo di una delle mie canzoni preferite di "Venditti e Segreti", un vecchio album di Antonello. Era pieno di belle canzoni alle quali sarò sempre affezionato perché mi ricorderanno sempre i tempi della radio e dei dischi in vinile. I tempi della spensieratezza, delle giornate a non pensare al futuro, delle cotte e delle paure del niente. Tutte sensazioni che sono tornate prepotentemente dentro di me in questi ultimi minuti grazie ad un film che ho appena finito di vedere su Rai Italia. Sto parlando di "Notte prima degli esami". Mi sono commosso e non mi vergogno a dirlo. Non tanto per il film ma per i profumi di un vecchio periodo della mia vita che ho risentito grazie alla sua visione. Mi ci sono rivisto tanto e guardando la stanza dove mi trovavo, con un bellissimo sole che entrava dentro, non potevo credere di essere così lontano da casa mia. Quando si vive per molto tempo all'estero in un paese tanto diverso da quello dove si è nati e cresciuti per oltre trent'anni della propria vita si pensa spesso al passato. Lo si fa principalmente per tenere in allenamento la mente, per mantenere vivi i ricordi del posto da dove si viene, per non dimenticare dove si è nati. È in questi momenti che sento maggiormente il peso di essere un emigrante, quando cioè si ha la consapevolezza delle scelte fatte. Ed ecco spiegato il motivo per cui, spesso, mi ritrovo ad ascoltare musica italiana che in Italia mai avrei sentito, o a vedere film che non avrei mai visto. Dai, sono i soliti discorsi su "solo quando non hai più una cosa ti rendi veramente conto di quanto valga". Tutto questo per ribadire ancora una volta quanto sia complicato costruire vita e famiglia in un paese tanto distante dal tuo. Vi prego, ogni volta che vi viene da lamentarvi del posto dove siete, ogni volta che vi viene il desiderio di mollare ogni cosa per trasferirvi lontano .... pensateci attentamente e valutate prima di tutto ogni cosa che dovrete lasciare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiusa la parentesi malinconica vi aggiorno sul meeting di oggi. Alle 9 di questa mattina ci siamo ritrovati in ufficio con il nostro partner e i ragazzi di Cibo. Tutto è andato bene e entro la fine di questa settimana dovremo cominciare a mettere un po' di soldi sul conto dell'azienda. Cibo infatti ha già ordinato i mobili e la macchina del caffè in Italia e ha bisogno delle nostre liquidità per poter iniziare a fare i lavori all'interno del locale. È stato ribadito ancora una volta che l'apertura dovrà essere effettuata entro la metà di dicembre ma se possibile anche prima. Vediamo se arriveremo in salute a quella data visto lo stress al quale siamo sottoposti. In effetti i soldi dalla banca ancora non li abbiamo a sembra che dovranno passare ancora diversi giorni prima di averli. Da diversi punti di vista L'Australia è un paese molto arretrato rispetto a quelli europei e il mondo bancario è uno di questi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-2488761860641256770?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/2488761860641256770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/settembre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2488761860641256770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2488761860641256770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/settembre.html' title='Settembre ...'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-2013665361143198761</id><published>2010-09-26T13:37:00.001+09:30</published><updated>2010-09-26T13:37:55.989+09:30</updated><title type='text'>Quarto compleanno di Diego</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono le 1 di una bellissima giornata primaverile australiana, fuori oggi ci sono 20 gradi e si sta davvero bene. È il 26 settembre, ovvero il compleanno di Diego. Ho appena finito di pulire un po' in giardino perché stasera faremo barbecue visto che a Dedo piace molto. Verrà come sempre la famiglia di Orietta con l'aggiunta di Franca e Sandro con i figli con cui Diego gioca volentieri. Sono appena tornati dall'Italia e avranno un sacco di cose da raccontarci. Domani mattina alle 9 abbiamo un importante meeting all'ufficio centrale con il nostro futuro partner per il negozio di Hutt Street. Sicuramente vorranno conoscere la nostra situazione con il mutuo della banca e vorranno date precise su quando avremo la disponibilità economica. In realtà negli ultimi giorni è successo di tutto. Abbiamo deciso di andare avanti con una nuova richiesta di soldi visto che la precedente stava andando troppo per le lunghe ma il nuovo commercialista ci ha chiesto una dichiarazione dei redditi dello scorso anno. Il problema è che il commercialista che ce l'ha gestita è in vacanza in Italia e in queste ore stiamo lottando contro il tempo per poter andare al meeting domani mattina con delle risposte più precise. Come infatti ho già spiegato nell'ultimo post sono troppi gli interessi dietro al nostro nuovo negozio e siamo terrorizzati che in ufficio non abbiamo più molta voglia di aspettarci troppo. Siamo stressatissimi, conosciamo l'importanza di questo progetto per noi e per i nostri figli e non vogliamo proprio perderlo. Siamo tornati in Australia per questo motivo e un'eventuale perdita sarebbe devastante per il nostro morale. Molte persone mi chiedono i motivi dei nostri timori visto che mio cognato è uno dei soci di Cibo ma vi posso assicurare che la cosa non ci è d'aiuto per niente. Claudio non ha mai voluto favorirci in nessun modo e, anzi, credo che avrebbe aiutato molto di più un suo amico piuttosto che un suo parente. C'è abbastanza freddezza tra di noi e sinceramente capisco poco questa situazione. Ormai però c'ho fatto l'abitudine e non mi aspetto nessun tipo di favoritismo da lui anche se, indubbiamente, in questa fase ne avremmo davvero tanto bisogno. Questa sera ad esempio lui verrà a cena da noi per il compleanno di Diego ma credetemi se vi dico che nessuna parola uscirà dalla sua bocca riguardante il nostro progetto imprenditoriale all'interno del suo franchising e tanto meno sulla riunione di domani mattina. Pazienza. Più di così non possiamo fare e mi spiace soltanto che Ori debba fare tutto quanto da sola in questi giorni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vado a prepararmi. Porto i bambini a prendere Orietta al lavoro. Spero di poter postare stasera già qualcosa sulla giornata di oggi :-)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-2013665361143198761?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/2013665361143198761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/quarto-compleanno-di-diego.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2013665361143198761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2013665361143198761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/quarto-compleanno-di-diego.html' title='Quarto compleanno di Diego'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-466142538934318223</id><published>2010-09-24T11:58:00.000+09:30</published><updated>2010-09-24T11:58:28.625+09:30</updated><title type='text'>Riepilogo degli ultimi eventi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque. In uno degli ultimi post prima della pausa avevo aggiornato il blog sugli ultimi eventi della nostra vita. Dopo un anno passato nel punto vendita di Norwood sulla Parade io e mia moglie siamo stati spostati, senza possibilità di scelta, nel punto vendita dove attualmente ci troviamo: ad Hyde Park su King William Road. In effetti, una serie di eventi incrociati che hanno coinvolto diverse persone tra cui noi stessi, hanno portato a molti cambiamenti all'interno di due dei più importanti punti vendita della catena di mio cognato. Il vecchio manager che gestiva Hyde Park se ne è andato dopo poche settimane il nostro arrivo e al momento io e mia moglie siamo i manager che lo gestiscono a tutti gli effetti. E' stata durissima ambientarsi in un nuovo locale con uno staff letteralmente diviso in due (una parte composta dai cosiddetti senatori legati al vecchio manager e un'altra parte invece felice del nostro arrivo e dispostissima a collaborare con noi), nuova zona della città (pochissimi italiani a differenza di Norwood e molto molto più ricca piena zeppa di gente con la puzza sotto il naso che non esitava un attimo a farci notare quanto erano legati alla vecchia gestione). Insomma. Io e Orietta ci siam dovuti tappare le orecchie e pensare solamente a riportare a livelli accettabili un punto vendita che, grazie al vecchio manager, si stava allontanando dalle linee guida del franchising e di conseguenza dagli obiettivi economici stabiliti. Diverse le lamentele che si sentivano in città sui caffè di Hyde Park e molte erano le persone che, pur vivendo o lavorando nei pressi del nostro locale, decidevano di recarsi in altri punti di Cibo ben più distanti dal nostro. Piano piano e non senza sacrifici, io e Orietta ci siamo guadagnati la fiducia dello staff, il quale si è poi dimostrato disposto a seguire le nostre nuove direttive, in particolare quelle per riportare allo standard di Cibo la realizzazione dei caffè e dei cappuccini che tanto successo stanno avendo in tutto lo stato. Non è facile tenere a bada, guadagnare la fiducia e quindi il rispetto di 20 persone diverse alle tue dipendenze. Il nostro lavoro è comunque stressante, il locale è piccolo ma molto molto busy (pieno zeppo di gente in quasi ogni momento del giorno) e bisogna correre sempre. Sta di fatto che settimana dopo settimana il GP (gross profit) è tornato a livelli buoni e la nostra media è addirittura un punto percentuale sopra l'obiettivo prefissatoci. I caffè sono tornati ad essere come la gente si aspetta da Cibo anche se purtroppo ci han fatto notare che quando io e Orietta siamo alla macchina del caffè la gente entra più volentieri nel locale rispetto a quando non ci siamo, e questo non va bene. Dobbiamo infatti lavorare di più sulla formazione dei baristi che comunque, da questo punto di vista, non sono particolarmente predisposti a seguire le nostre direttive. Essere barista in Australia è motivo di prestigio essendo un mestiere ben pagato, ricercato e talmente popolare da finire sui quotidiani locali abbastanza spesso. Chi sta alla macchina del caffè sa di avere l'attenzione di tutta la clientela davanti a se mentre aspetta i suoi buoni 10 minuti per il caffè ordinato e vi garantisco che se alla fine la tazza preparata sarà o troppo calda, o troppo fredda, o troppo weak o troppo strong il cliente bastardo pieno zeppo di soldi di Hyde Park non esiterà a sputtanarvi davanti a tutti gli altri senza la minima pietà. Fortuna che molte volte non capisco in dettaglio ciò che mi dicono e questo evita che un carattere irascibile e orgoglioso come il mio possa creare problemi o imbarazzi alla società per cui lavoro :-) Questa, signori, è stata davvero la mia fortuna per tutto il tempo che vivo in Australia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma veniamo alle ultime settimane. Un mese e mezzo fa mi chiama mio cognato (socio del franchising e co-fondatore del marchio CIBO AUSTRALIA pty ltd) dicendomi con entusiasmo che avevano trovato finalmente una location spettacolare per un nuovo Cibo in città e avevano pensato a noi per l'assegnazione. Dal momento che la spesa totale per la realizzazione di un nuovo punto vendita si aggira sui 500 mila dollari (350 mila euro) dovevamo pensare ad un socio che potesse finanziare, senza lavorarci, il nostro nuovo progetto. Chi poteva avere tanti soldi senza rompere troppo le palle nel nostro futuro lavoro quotidiano ? Naturalmente la persona per cui lavoriamo attualmente, ovvero il proprietario finanziatore dei Cibo per cui abbiamo e stiamo lavorando tutt'ora. Dopo una serie di meeting dove lui ha cercato comunque di inserire una nostra vecchia conoscenza all'interno del progetto e che ha rischiato di far saltare tutto quanto, lunedì mattina finalmente abbiamo il meeting finale nella sede centrale di Cibo sulla North East Road. Il nostro socio ha accettato di concederci la metà della società a patto che portiamo in fretta i soldi della nostra parte per poter cominciare immediatamente i lavori nel locale di Hutt Street dove apriremo. Tutti i mobili, le macchine del caffè, i frighi del gelato, del cibo e della pasticceria devono essere ordinati in Italia e l'ufficio centrale di Cibo sta già pagando per noi l'affitto dei locali, ecco spiegata la fretta di chiudere su carta il progetto al più presto possibile. Obiettivo: aprire a metà dicembre giusto in tempo per la prossima stagione estiva e subito prima le festività natalizie. In un altro post racconterò quanto sia complicato ottenere i soldi dalle banche in Australia e i problemi che abbiamo avuto al punto di dubitare sul fatto che qualcuno lo abbia fatto apposta per farci perdere il progetto visto l'enorme interesse che ruota intorno alla splendida location che abbiamo trovato. Anche altri proprietari di altri punti vendita di Cibo hanno tentato disperatamente di boicottarci per potersi inserire loro nel progetto imprenditoriale ma al momento stiamo reggendo ogni attacco anche se non per molto. Crediamo infatti che se non riusciremo ad avere i soldi per la fine della prossima settimana l'ufficio possa decidere di dare ad altri la possibilità di acquistare Hutt Street. La povera Ori, l'unica tra noi due che possa parlare con le banche visto il mio inglese, sta lottando contro il tempo e si sta facendo seguire da professionisti esterni da Cibo per evitare possibili "contagi" dannosi alla nostra attività. Dopo aver creduto, sbagliando, su persone consigliateci per l'ottenimento del mutuo, adesso pare che siamo sulle strada giusta per avere i soldi in 10 giorni massimo. Ci auguriamo che lunedì mattina al meeting questo tempo possa essere sufficiente ai ragazzi di Cibo e al nostro partner in affari.... anche perché la salute comincia ad andarsene per lo stress.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-466142538934318223?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/466142538934318223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/riepilogo-degli-ultimi-eventi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/466142538934318223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/466142538934318223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/riepilogo-degli-ultimi-eventi.html' title='Riepilogo degli ultimi eventi'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-8834422311363601070</id><published>2010-09-23T11:47:00.000+09:30</published><updated>2010-09-23T11:47:16.474+09:30</updated><title type='text'>Riparte il blog .... almeno ci provo :-)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo diversi tentativi di ripresa ci provo nuovamente utilizzando questa piattaforma di Google. Speriamo di riuscirci :-) Molteplici i motivi che mi stanno portando ad un nuovo tentativo. Primo tra tutti la paura di perdere ciò di più caro al mondo che i miei oltre vent'anni di radio mi hanno regalato: la capacità di comunicazione. Mi sono accorto infatti che vivere in un paese estero dove si parla una lingua diversa da quella di origine ti porta piano piano a perdere l'abitudine dell'utilizzo di certi termini quotidiani. E per uno come me è gravissimo. Devo assolutamente riprendere a scrivere in italiano per non rischiare di perdere il mio preziosissimo bagaglio culturale. Ho infatti un importantissimo compito da svolgere: riuscire a trasmettere ai miei figli ciò che ho imparato. Ho un incubo ricorrente: sentire i miei bambini parlare perfettamente inglese ma anche un orribile Italo-anglo-tosco-campano. No per favore. Il mio sogno è invece quello di sentirli parlare fluidamente e perfettamente entrambe le lingue e per l'italiano corretto hanno solo me. In Australia, saper parlare bene italiano ha un valore enorme e può servirti in qualsiasi momento. La maggior parte dei "figli di italiani" che vivono quaggiù hanno perso questo tesoro e ciò che gli rimane è un residuo povero povero della nostra lingua. Ecco quindi la ragione principale del mio ennesimo tentativo di ripresa del blog. Un altro motivo è sicuramente dovuto al fatto che dopo un anno e mezzo di routine quotidiana passata soltanto a pensare al lavoro e a "rimpinguare le casse" prosciugate dall'ultima disgraziata avventura italiana, finalmente stiamo tornando a realizzare qualcosa di interessnte nella nostra vita. Qualcosa che merita essere raccontato visto l'enorme interesse intorno all'Australia e alla creazione di un business in questo paese. Ultimo, ma non meno importante motivo della ripartenza, è la mia famiglia italiana, mia mamma, mio babbo e mia sorella. Non scrivendo più il blog mi ritrovo a dover raccontare loro la mia vita nella nostra unica chiacchierata settimanale su Skype con la conseguente e inevitabile perdita di informazioni importanti. Il blog, che racchiude oltre ai fatti anche le mie emozioni, riesce meglio a riportare gli eventi e la mia vita in questo complicato paese. Il blog, come del resto avevo ampliamente spiegato al suo inizio 4 anni fa, serve anche per questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiedo scusa anticipatamente per come verranno esposti certi concetti perché dopo quasi due anni senza scrivere niente avrò sicuramente perso qualcosa. Ci vorrà del tempo per riprendere a farlo decentemente. Prima di ricominciare però credo sia inevitabile un riassunto dell'ultimo anno e mezzo di vita. Ci proviamo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-8834422311363601070?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/8834422311363601070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/riparte-il-blog-almeno-ci-provo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/8834422311363601070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/8834422311363601070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/riparte-il-blog-almeno-ci-provo.html' title='Riparte il blog .... almeno ci provo :-)'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-3652489880035759573</id><published>2010-02-13T10:19:00.001+10:30</published><updated>2010-09-24T10:56:03.180+09:30</updated><title type='text'>Qualcosa bolle in pentola</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Senza ombra di dubbio ne sono successe di cose dall’ultimo post scritto su questo blog. Sarebbe alquanto lungo e complicato anche solo cercare di riassumerle in un unico racconto e l’unica soluzione credo sia quella di parlarne piano piano quando ci sarà occasione. Purtroppo con due bimbi in casa è davvero difficile ora come ora permettersi di stare anche un’oretta indisturbati davanti al mac. Allo stesso tempo non so perché proprio oggi abbia deciso di ricominciare dopo tanti mesi di assenza da queste pagine, probabilmente perché sto approfittando del sonnellino mattutino di Mattia e dell’autonomia di Diego nei suoi giochini. Vediamo se dura. Avrei molto bisogno di scrivere, ho molti pensieri in testa e buttarli giù su questo blog mi aiuta a stamparli indelebilmente e a fare chiarezza. Dunque. Dopo un anno di duro lavoro al bar a Norwood siamo arrivati finalmente ad una svolta. L’esperienza sulla Parade (la strada dove si trova il Cibo dove lavoro) è stata importante e mi ha insegnato diverse cose. Innanzitutto cosa significa lavorare in un team in Australia, le problematiche legate alle differenze di personalità e caratteri. Non potete neanche immaginare quanto sia diverso dal farlo in Italia. La moltitudine di background culturali presenti in questo paese rende sì affascinante cercare di uniformare il lavoro di uno staff ma allo stesso tempo rende l’impresa molto più complicata e necessita sicuramente molta più attenzione. Questo argomento è stato al centro di un’accesissima discussione avuta con David, il titolare del Cibo dove lavoro. Premetto che nel corso dei mesi sono diventato “team leader” (capirai) il ché mi rende responsabile del negozio quando lavoro in assenza del titolare. La scorsa settimana abbiamo litigato abbastanza duramente davanti ai clienti (per volere di lui, non certo mio) perché mi sono incazzato con una persona del suo staff definita “preferita” (uno dei suoi cocchi per intendersi). Chiunque lavori con noi è a conoscenza del fatto che esistono due gruppi di persone nello staff. Uno spudoratamente preferito da David, che lavora full time, e un altro composto da ragazzi che lavorano solo alcune ore la settimana. “E’ normale” penserà qualcuno, certamente, ma la cosa si complica quando qualcuno dello staff “preferito” approfitta del suo ruolo per lavorare di meno o per starsene a chiacchierare durante i momenti “busy” della giornata. Il fulcro della discussione era proprio questo. Si, sono d’accordo che potrei farmi i cazzi miei e pensare soltanto alle mie ore per portare i soldi a casa, ma chi mi conosce bene sa che non potrei mai fare qualcosa senza estrapolarne almeno un minimo di passione nel farla e questo mi porta inevitabilmente a incazzarmi quando vedo la gente commetterne evidenti errori dovuti alla pigrizia mentale. Il bar ha innumerevoli problemi, molte cose non sono organizzate e molte altre fatte malissimo. Diversi sono i clienti che si sono lamentati e molti altri che nel corso del tempo hanno deciso di non venire più da noi. Nonostante questo il titolare continua a contare i suoi lauti guadagni dovuti per lo più alla fortuna di avere una location formidabile e dei prodotti comunque discreti (grazie a mio cognato e agli altri soci che gestiscono la pasticceria che rifornisce l’intera catena). Fatto sta che alla fine ci siamo chiariti (insomma, più corretto dire che ho lasciato perdere “io” perché lui non vuole assolutamente saperne anche solo di discutere sulle sue metodologie di gestione dell’attività). Chiaro però che sono stanco di dover lavorare per chi rema contro ed era inevitabile una separazione imminente (così speravo). Fortuna vuole che pochi giorni dopo abbiamo ricevuto un’attesissima telefonata. Era Pan, il greco che possiede il 50% del bar dove lavoro e il 100% di quello che si trova ad Hyde Park, su King William Road. La telefonata era per comunicarci che era arrivato il momento che aspettavamo. Due mesi fa infatti, durante un meeting con lui, io e mia moglie avevamo ufficialmente dichiarato il nostro interesse ad acquistare parte delle sue quote proprio del punto vendita del quale possiede il 100%. Entro pochi giorni tutti e due ci sposteremo nel nuovo punto vendita (che tanto nuovo non è visto che è uno degli storici della città) e cominceremo a tastare con mano le varie problematiche dell’attività per cercare di riportarla ai vecchi splendori (è stato uno dei bar più redditizi dell’intera catena fino a poco tempo fa). Tutto ciò avverrà per piccoli passi anche perché al momento ad Hyde Park è operativo un manager che andrà liquidato, piano piano, senza danni per nessuno. E’ l’inizio di una nuova sfida che spero di poter raccontare piano piano su questo blog. La vita in Australia prosegue bene e sento che finalmente dentro di me qualcosa sia cambiato (mi riferisco al fatto di non riuscir ad accettare questa terra come quella in cui dover vivere). Sia chiaro, l’Italia rimarrà sempre il posto dove vorrei i miei figli crescessero ma al momento credo che questo progetto sia inattuabile e qualcosa mi dice che le problematiche che avete adesso nello stivale rimarranno presenti ancora per diversi anni (soprattutto se non cambierà subito chi governa il paese). Non mi piace la società australiana e la sua cultura per me è povera rispetto a quella europea, ma la qualità di vita è nettamente migliore. Non passa un singolo giorno in cui non pensi che qualcosa possa cambiare in futuro, che il paragone non sia sempre così schiacciante a favore della terra dei canguri, per i miei figli almeno, che si meritano l’Italia. Nonostante questo sento di aver una gran voglia di cercare di costruire qualcosa di serio, una nostra attività imprenditoriale in questo paese, e il momento sembra essere finalmente arrivato. Tante altre cose avrei da raccontare. Molti amici e molte nuove figure sono entrate nelle nostre vite.... piano piano cercherò di raccontarle ....Diego e Mattia permettendo :-)))&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-3652489880035759573?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/3652489880035759573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/02/qualcosa-bolle-in-pentola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/3652489880035759573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/3652489880035759573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/02/qualcosa-bolle-in-pentola.html' title='Qualcosa bolle in pentola'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-6543285351953096671</id><published>2009-06-23T10:11:00.000+09:30</published><updated>2010-09-24T11:06:33.422+09:30</updated><title type='text'>Cappuccini in Australia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJwAWPqiAaI/AAAAAAAAAKE/hFiMlS3ZZ9Y/s1600/Cibo-cup.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJwAWPqiAaI/AAAAAAAAAKE/hFiMlS3ZZ9Y/s1600/Cibo-cup.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Torno a scrivere due righe sul blog dopo più di due mesi. Riguardando l'archivio infatti vedo che l'ultimo post risale a quando abbiamo trovato casa nuova. I motivi che mi hanno tenuto lontano dal sito sono semplici: poche cose significative da raccontare ma soprattutto Diego che non mi lascia mai un po’ di momenti per me catturando continuamente la mia attenzione ogni volta tenti di mettermi al mac. Inoltre avevo bisogno di un assestamento generale. Il nuovo trasferimento in Australia, come immaginavo, ha avuto i suoi effetti ritardanti :-) nel senso che ci vogliono diverse settimane per raggiungere la consapevolezza di quello che si è fatto. Spiego questi concetti anche per preparare le persone che mi contattano quotidianamente dal sito Vita in Australia perché interessate a costruirsi una nuova vita da queste parti. Già, perché come ampiamente detto in passato, venire in Australia come immigrati con lo scopo di rimanerci per sempre è davvero molto diverso dal venirci in vacanza per tre settimane. Sapere che tornerai presto a casa tua, tra le tue mura, i tuoi familiari, i tuoi oggetti e la tua vita sociale di sempre, ti fa vedere tutto con occhi completamenti diversi e sicuramente meno obiettivi. Appena esci dal terminal dell’aeroporto trovandoti a contatto diretto con la splendida aria limpida australiana la sensazione di essere lontano da casa (in tutti i sensi) è molto forte e non sempre positiva. Insomma, non è come prendere un volo della Ryanair per andare a Londra dalla quale puoi tornare a casa anche per i weekend a trovare i tuoi. Qua ci sono due giorni interi di volo che ti separano dall’Italia ma soprattutto ci sono biglietti aerei da 1200/1400 euro. Per questo motivo consiglio sempre e tutti di entrare nel paese da porte secondarie, da città più piccole che ti permettono indubbiamente di creare una sorta di cuscinetto, o camera di decompressione, per l’adattamento e l’assorbimento del radicale cambiamento di vita in corso. Poi credo che questo alla fine dipenda moto anche dall’età che si ha e da ciò che si lascia in Italia, è chiaro. A 20 anni si è più spregiudicati o si mettono in gioco molte meno cose e per questo motivo si possono vivere le esperienze con più serenità. A 36 anni no. A 36 anni, con moglie, figlio e un altro in arrivo non puoi più permetterti di sbagliare. Insomma, indietro non si può tornare. Tornando alla vita in Australia. Il lavoro al bar va avanti. Adesso sono alla macchina del caffè e questo ha sicuramente migliorato le cose. Chiariamo subito che fare i caffè in un coffè-shop all’estero non è minimamente paragonabile col farlo in Italia, dove sicuramente è molto più “normale”. In Italia si fanno gli espressi, si beve caffè nero e il latte soltanto la mattina per far colazione. Soprattutto si entra in un bar per bere e andarsene subito. Qua no. Qua l’ingrediente dominante è il latte. Sapete quanto ne consumiamo al bar dove lavoro io ? Circa 200 litri al giorno. Gli australiani bevono cups grandi da 0,4 con la stessa frequenza con cui noi beviamo un espresso. Che fuori sia freddo o 40 gradi, che sia mattino o dopo pranzo non rinunciano mai alla loro tazzona di latte. Che poi non amano mandarla giù in fretta come facciamo noi con i cappuccini la mattina. A loro piace gustarsela con molta calma fino al punto di finirla quando ormai il latte è diventato freddo e un liquido senza schiuma. Una schifezza insomma. Proprio per questo motivo non possiamo scaldare il latte come lo si fa in Italia. Questa loro voglia di gustarselo lentamente infatti comporta la preparazione di un latte MOLTO caldo, ad almeno 70/75 gradi, e quando ce lo chiedono, spesso, anche di più. E’ chiaro che a queste temperature è difficile mantenere il latte cremoso come da noi e il risultato è che spesso si ritrovino a bere latte con la consistenza dell’acqua. Ma se va bene a loro. Sul caffè invece sono critici. Sul caffè c’è da fare attenzione. L’espresso non lo beve quasi nessuno e quei pochi che lo fanno hanno certamente un background italiano. Provo a farvi una classifica delle tipologie di caffè che si bevono da me, in ordine dal più popolare al meno “gustato”.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;ol style="-webkit-text-size-adjust: none; list-style-image: none; list-style-type: none; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-indent: 0px;"&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="1"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;1)&lt;/span&gt;&lt;span class="inline-block" style="display: inline-block; margin-bottom: 0.3em; vertical-align: baseline; width: 4px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Latte (è un caffèlatte sul bicchiere di vetro servito con un centimetro di schiuma, si piazza a metà tra il cappuccino e il Flatwhite che invece è con pochissima schiuma)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="2"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;2)&lt;/span&gt;&lt;span class="inline-block" style="display: inline-block; margin-bottom: 0.3em; vertical-align: baseline; width: 4px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Cappuccino (come da noi con una spolverata di cioccolato sopra, chi lo chiede è perchè vuole un caffè latte con più schiuma, circa 1 cm e mezzo, e più cremoso)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="3"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;3)&lt;/span&gt;&lt;span class="inline-block" style="display: inline-block; margin-bottom: 0.3em; vertical-align: baseline; width: 4px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Flatwhite (uguale al cappuccino, stessa tazza, ma senza cioccolato e con pochissima schiuma, circa mezzo centimetro)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="4"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;4)&lt;/span&gt;&lt;span class="inline-block" style="display: inline-block; margin-bottom: 0.3em; vertical-align: baseline; width: 4px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Longblack (sulla tazza del cappuccino è il caffè nero più bevuto. E’ fatto con acqua calda per 3/4 e uno shot di caffè espresso sopra. Lo shot non è completo di 25 secondi come nei cappuccini o nell’espresso classico ma di soli 15”)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="5"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;5)&lt;/span&gt;&lt;span class="inline-block" style="display: inline-block; margin-bottom: 0.3em; vertical-align: baseline; width: 4px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Hot Choccolate (2 cucchiai di cioccolato in polvere sul fondo e latte caldo)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="6"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;6)&lt;/span&gt;&lt;span class="inline-block" style="display: inline-block; margin-bottom: 0.3em; vertical-align: baseline; width: 4px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Macchiatone (è la metà di un latte. Chiamato anche HALF LATTE. Servito in un piccolo bicchiere di vetro)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="7"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;7)&lt;/span&gt;&lt;span class="inline-block" style="display: inline-block; margin-bottom: 0.3em; vertical-align: baseline; width: 4px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Chai latte (è una caffè latte al sapore di cannella. Molto popolare viene servito sul bicchiere di vetro e viene fatto con un paio di cucchiai di polvere specifica e latte caldo)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="8"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;8)&lt;/span&gt;&lt;span class="inline-block" style="display: inline-block; margin-bottom: 0.3em; vertical-align: baseline; width: 4px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Vanilla latte (è come il Chai sopra ma al sapore di vaniglia)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="9"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;9)&lt;/span&gt;&lt;span class="inline-block" style="display: inline-block; margin-bottom: 0.3em; vertical-align: baseline; width: 4px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Mochaccino (e’ come il cappuccino ma oltre al caffè, prima di versare il latte, mettiamo un cucchiaio di cioccolata in polvere)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="10"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;10)&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Cibocino (è un cappuccino al sapore di nocciola. Oltre al caffè, prima di versare il latte, mettiamo una crema di nocciola fatta dalla nostra pasticceria)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="11"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;11)&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Macchiato (è un espresso macchiato con la schiuma del latte. Si serve nelle tazzine piccole e può essere short e long. Quest’ultimo ha la schiuma fino in cima alla tazzina)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="12"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;12)&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Espresso (il nostro classico caffè. Servito nelle tazzine piccole precedentemente riscaldate. Il caffè, per prendere la giusta quantità di miscela, deve uscire in 25 ml in 25/30 secondi, altrimenti va buttato e rifatto)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="13"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;13)&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Vienna coffè (sempre nella tazza dei cappuccini può essere bianco o nero. Bianco ha come base un Flatwhite mentre il nero ha il Longblack. Entrambi vengono serviti con una notevole quantità di panna montata e una spolverata di cioccolato in polvere)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="14"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;14)&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Vienna Choccolate (uguale a sopra ma con una Hot Choccolate come base)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="15"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;15)&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Americano (è servito in tazza piccola, 3/4 d’acqua calda e uno shot di caffè. In pratica è un Longblack piccolo)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="16"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;16)&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Marocchino (è un macchiato con una spolverata di cacao amaro, su tazza piccola)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="17"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;17)&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Zabaccino (come il cappuccino ma al sapore di uova e marsala, simile allo zabaione)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="full-width" style="line-height: 18px; padding-left: 15px; text-indent: -15px;" value="18"&gt;&lt;div class="paragraph_style_3" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: -15px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Punti elenco" style="font-size: 13px;"&gt;18)&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Cioccolata italiana (è la cioccolata in tazza come la conosciamo noi. A differenza della Hot Choccolate è molto più densa e dolce)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Vi risparmio l’elenco di tutte le tipologie di caffè freddi. Ce ne sono altrettanti. Ognuno dei caffè sopra descritti può essere preparato in diversi bicchieri: piccolo, medio, grande, in tazze, in bicchieri di vetro o di cartone per il take away. Diverse anche le varianti per il caffè e il latte: soya (molto popolare), weak (poco caffè), strong (forte), double (doppio shot di caffè), decaf (decaffeinato), hot (più caldo), warm (tiepido), extra shot (uno shot di caffè in più) e soprattutto SKIM milk (il parzialmente scremato, ormai richiesto quanto quello intero). Immaginatevi il numero di combinazioni esistenti e il numero dei clienti contemporanei ogni giorno. Quella che ne viene fuori è una situazione incredibile dove sbagliare è davvero facile. E dal momento che quando il bar è pieno il cliente aspetta anche 15/20 minuti per il caffè, se sbagli non rimane certo molto contento. In conclusione fare i caffè è molto più divertente all’estero che in Italia. Più impegnativo di sicuro. Le nostre due macchine sono costantemente accese a produrre shot coffè uno dietro l’altro per tutto il giorno e anche per questo motivo vi assicuro che quello che viene fuori è davvero molto buono. La polvere è una miscela creata apposta per noi (con il nostro marchio, in vendita anche da macinare per i clienti) 100% arabica. Le paghe dei baristi in Australia sono uguali a quelle degli altri dipendenti del bar. Siamo sui 10 euro all’ora nei giorni feriali fino alle 18, si sale se si lavora la sera e il sabato, il doppio la domenica. Due settimane fa, perchè ho lavorato in un giorno di festa nazionale, ho preso 455 euro per 5 giorni di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Spero che queste informazioni siano d’aiuto a chi stia pensando di venire a vivere in Australia a fare questo mestiere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-6543285351953096671?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/6543285351953096671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/06/cappuccini-in-australia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6543285351953096671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6543285351953096671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/06/cappuccini-in-australia.html' title='Cappuccini in Australia'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJwAWPqiAaI/AAAAAAAAAKE/hFiMlS3ZZ9Y/s72-c/Cibo-cup.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-2765753705134035892</id><published>2009-04-11T11:52:00.000+09:30</published><updated>2010-09-26T09:57:36.921+09:30</updated><title type='text'>Abbiamo casa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Questa è una buona notizia. La settimana scorsa avevamo fatto un’offerta per una casa in affitto che avevamo visitato a Glynd, un quartiere a metà strada tra casa dei miei suoceri e Norwood dove lavoriamo io e Orietta. Questa settimana abbiamo firmato il contratto e il prossimo weekend potremo entrarci. Finalmente. E’ dal 31 gennaio che io, Orietta e Diego dormiamo a casa di altri (tra i miei genitori e i miei suoceri) e non ce la facevamo più. E’ molto carina. E’ una villettina a un piano, stretta ma lunga :-). Appena si entra c’è sulla sinistra la main room, la camera da letto mia e di Orietta con cabina armadio che sfocia nel bagno della camera. Proseguendo per il corridoio sulla destra c’è la porta per il garage e altre due camere da letto più piccole e un altro bagno grande per tutti. Ad un certo punto il corridoio si allarga per formare un’altra stanza e alla fine sfocia nel soggiorno e cucina grande con vetrata enorme sul giardino. E’ davvero bella e sono convinto che alla fine ci dispiacerà lasciarla. Purtroppo ancora non possiamo comprarla, devono infatti passare sei mesi prima che la banca ti conceda un mutuo; devono infatti verificare una certa continuità di denaro in entrata sui nostri conti. Finalmente anche quello sta rientrando in modo continuo. Il lavoro va bene, mi diverto sempre, soprattutto adesso che ho imparato a stare alla macchina del cafè. La prossima settimana lavorerò un po’ di più fortunatamente. Abbiamo un casino di spese e francamente i soldi ancora non ci bastano per fare quello che dobbiamo. 2000 dollari se ne vanno per la casa come caparra, 700 dollari come anticipo dell’affitto (due settimane). Prima di partire per l’Italia avevamo messo i nostri mobili e i nostri elettrodomestici in uno storage a pagamento e adesso per tirarli fuori ci vorranno 800 dollari. Come se non bastasse sta arrivando la nostra roba con la nave dall’Italia. La prossima settimana in teoria dovremmo andarla a ritirare e il costo sarà certamente oltre i 1000 dollari. Boh...&amp;nbsp;&amp;nbsp; vedremo. Fortuna che guadagniamo bene. Speriamo che la ditta di trasporto possa aspettare una settimana in più. Domani è Pasqua. In realtà da noi era festa anche ieri, venerdì Santo. Festa nel senso che tutti i negozi erano chiusi. Oggi riaprono per dare modo di comprare la roba da mangiare a chi deve preparare i pranzi di Pasqua. Argomento terremoto. Molti mi chiedono come la notizia sia trattata dagli organi di stampa da queste parti. Beh c’è stato ampio spazio. Tutti i Tg australiani ne hanno parlato con ampi servizi e inviati in Italia. Anche sulla carta stampata si trovavano pagine dedicate all’evento e fa un certo effetto aprire i giornali quando si è così lontani dal proprio paese e leggere di questi fatti tragici. Io comunque la penso sempre allo stesso modo. In Italia c’è un responsabile della protezione civile non all’altezza delle situazioni. Vabbeh. Non mi manca l’Italia questa volta. Certo, mi mancano i miei genitori, tanto, ma non mi manca per niente il paese a differenza di quando venni in Australia tre anni fa. Sto bene qua, le cose funzionano e c’è spazio per tutti. In Italia sembra davvero di vivere tutti appiccicati l’uno all’altro (non mi riferisco al lato fisico). Ognuno spinge l’altro per farsi strada e si ha sempre la sensazione che certi privilegi siano solo per certe persone. In Australia è totalmente diverso da quello che ho potuto constatare. I servizi funzionano e il governo mantiene le promesse. L’altra settimana ho chiesto il rimborso delle tasse e in due settimane mi ritroverò sul conto 800 dollari. E’ anche vero che se qua non paghi qualcosa non è come in Italia che la tua pratica va alle calende greche. Qui anche per un debito di 10 dollari si può finire in tribunale, anche se alla fine al creditore costa più del credito che vanta su di te. Per questo motivo tutti pagano e il sistema funziona. Non è una questione di destra o di sinistra. In Italia dovremmo provare a dar fiducia ad una persona diversa, uno giovane o per lo meno non anziano, che sappia quali siano davvero i problemi pratici del paese, quelli di tutti giorni, ma soprattutto che non abbia conflitti di interessi e che non sia al comando di TUTTE le tv e organi di stampa del paese (potere ENORME per condizionare il popolo). Uno alla Obama per intenderci. Lo so. Siamo troppo sognatori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-2765753705134035892?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/2765753705134035892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/04/abbiamo-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2765753705134035892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2765753705134035892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/04/abbiamo-casa.html' title='Abbiamo casa'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-4521751570907750018</id><published>2009-03-26T11:25:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T09:58:50.143+09:30</updated><title type='text'>Un nuovo mestiere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;In attesa di poter riversare tutta la nostra creatività e passione nel nostro nuovo progetto imprenditoriale è proprio quello che sto imparando: un mestiere nuovo. Se qualcuno mi avesse detto che in Australia avrebbero insegnato ad un italiano a fare i cafè di qualità non ci avrei mai creduto. Magari il contrario. Invece è proprio quello che sta succedendo. Mentre fino ad ora la mia presenza a&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;a class="style_3" href="http://www.ciboespresso.com.au/" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; text-decoration: underline;" title="http://www.ciboespresso.com.au"&gt;Cibo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;&amp;nbsp;di Norwood si limitava a stare alla cassa per i clienti o a servire le paste e i panini oltre che andare in giro per i tavoli, adesso invece la cosa si fa più seria. Dovete sapere che da l’ultima volta che ho lavorato in questo bar, due anni fa, molte cose sono cambiate. Non c’è più lo stesso staff di persone e soprattutto manca un vero e proprio manager. C’è il titolare, David, che però lavora soltanto la mattina. Il pomeriggio, quando lavoro io, non c’è più nessuno che possa in qualche modo prendere sul serio le redini del locale (che è sempre pieno di gente, anche la sera fino a chiusura). Di solito siamo in tre o quattro persone. Gli altri sono tutti ragazzi dai 20 ai 24 anni. Io chiaramente sono il più anziano oltre che conoscere meglio di tutti il progetto del franchising di Cibo. Ho intuito qualcosa da certi discorsi di David riguardo un incarico di responsabilità per me fino ad ora frenato soltanto dal mio “inglese” titubante e il presentimento si è fortemente rafforzato quando ieri mi ha mandato a fare 4 ore di training intensivo per fare i caffè (con questo termine si intendono anche i cappuccini e tutti i loro numerosi derivati). Un manager DEVE saper stare alla macchina dei caffè. Mi sono così recato nei locali di una grossa azienda partner di Cibo, RIO COFFE. E’ una compagnia molto popolare in città che oltre che rifornire tutti i Cibo del caffè necessario è anche una compagnia che si occupa di importare tutti i prodotti italiani più popolari in Australia: dall’acqua Panna, alla San Pellegrino e via dicendo. Il titolare si chiama Fulvio, un signore sulla sessantina che dalla Valtellina si è traferito ad Adelaide negli anni sessanta. In queste stanze si svolgono i training per i baristi di Cibo. Mi ha accolto Ben, un ragazzo australiano che al momento si occupa di insegnare ai ragazzi. Figuratevi la mia diffidenza iniziale. Poteva un australiano insegnare a fare i caffè ad un italiano ? Beh, signori, certo che può succedere. Vi assicuro che al termine delle 4 ore di corso posso dire con estrema sicurezza che quel ragazzo è molto in gamba e le tecniche che ho imparato non le ho MAI viste mettere in pratica da NESSUNO dei bar dove ho fatto colazione in Italia. Sulla qualità di certe operazioni nei locali di Cibo ero rimasto colpito già due anni fa e avevo già all’epoca notato moltissime differenze con le metodologie italiane (molto più approssimative purtroppo). Ho avuto la conferma ieri. Dovete sapere che in Australia il caffèlatte è qualcosa di molto importante. Un giorno proverò a riportarvi le cifre dei consumi giornalieri nel nostro locale ma vi assicuro che sono impressionanti. Per farvi capire: da noi ci sono due macchine del caffè, 6 gruppi da due, tre persone la mattina solo a fare caffè più una a scaldare il latte. Attesa minima per un cappuccino dall’ordine: dai 10 ai 15 minuti. Le cose da raccontarvi su quelle 4 ore di training sarebbero tantissime e non sarei in grado di riassumervele adesso ma ho imparato tantissime cose. Ad esempio non sapevo niente della calibrazione delle macchine. Ogni tanto, durante la giornata e soprattutto al mattino, si deve controllare la macinatura del caffè. Premetto che da noi il caffè non rimane mai macinato dentro il dosatore come avviene invece nella maggior parte dei bar in Italia. Il dosatore infatti è sempre vuoto. La dose di caffè viene macinata all’istante, appena un cliente ne chiede uno. In questo modo il caffè è molto più profumato e l’aroma viene condizionato. Per calibrare la macchina si prende un bicchierino di vetro con misuratore, si prepara il caffè e questo deve scendere dosando un quantità di 25ml in 25 secondi cronometrati (con 5ml e 5” di scarto). Se ciò non avviene si deve cambiare la macinatura del caffè (o più grossa o più fina). Se infatti il caffè non scende nei tempi giusti chiaramente si ottiene o un caffè annacquato o troppo forte. Questa operazione viene ripetuta più volte al giorno. Uno “short black” o “espresso” è composto proprio da una di queste dosi chiamate SHOT COFFE. Un “ristretto” deve invece essere tenuto dai 15” ai 20”. Ogni ora tutti i gruppi delle macchine devono essere lavati con acqua fredda senza sapone. Il latte invece viene scaldato con un indicatore di temperatura all’interno. Dobbiamo tenerlo sotto il vapore fino ai 55 gradi in modo che il latte termini il “riscaldamento” a 65/70 gradi (temperatura esatta per poterlo servire). Il primo “versamento” va per i cappuccini (quelli con più crema e schiuma), il secondo per i Caffèlatte e gli ultimi per i Flatwhite (che vengono serviti nelle stesse tazze dei cappuccini ma hanno meno crema e quindi il caffè è più diluito nel latte, più leggero insomma). Poi ci sarebbero i macchiatoni (un caffèlatte in bicchiere più piccolo che avendo però la stessa quantità di caffè alla fine risulta essere più forte). Inoltre ci sono le diverse misure delle tazze, soprattutto quelle classiche di carta per i takeaway. Se devi preparare un cappuccino “grande” (che sarebbe la misura media) devi mettere DUE SHOT COFFE. Se un cliente nello stesso cappuccino vuole un EXTRA SHOT COFFE devi mettere DUE SHOT COFFE e un RISTRETTO SHOT (in pratica due shot da 25” e uno da 15”). Infine c’è l’”ALTO” size, quasi mezzo litro di latte, che ha però solo due shot coffe (quindi molta più quantità di latte ma la stessa di caffe di un GRANDE&amp;nbsp; SIZE). E’ davvero affascinante districarsi in mezzo a tutte queste numerosissime varietà di caffè. Pensate però quanto deve essere complicato ritrovarsi la mattina in mezzo a decine e decine di ordini contemporanei da accontentare rischiando di sbagliare le quantità di caffè e di latte. E non crediate che gli australiani siano di bocca buona. Se sbagli qualcosa o se il latte è troppo caldo non esitano un attimo a riportartelo indietro. Per adesso comunque proverò a farne alcuni in momenti di assoluta tranquillità (tipo quando c’è un ordine soltanto) ma per arrivare a stare alla macchina la mattina dovranno passare comunque 3 o 4 mesi. Speriamo davvero che il ruolo di responsabilità arrivi sul serio. Questo comporterebbe uno stipendio di 50 mila dollari l’anno per 5 giorni la settimana. Insomma, non male. E credo potrei resistere un po’ di più a lavorare la dentro no ? :-)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-4521751570907750018?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/4521751570907750018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/un-nuovo-mestiere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/4521751570907750018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/4521751570907750018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/un-nuovo-mestiere.html' title='Un nuovo mestiere'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-6899947250801056748</id><published>2009-03-18T16:06:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T09:59:43.595+09:30</updated><title type='text'>Ritorno al lavoro</title><content type='html'>&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Infatti. Questa è la seconda settimana di lavoro ripreso dopo il nostro rientro in Australia. Finalmente oggi abbiamo ricominciato a riempire il nostro conto australiano (fermo ormai da un anno e mezzo). Sono infatti arrivati i soldini della prima settimana di lavoro (anche se nel mio caso erano soltanto 10 ore). In Australia, come già detto ampiamente, gli stipendi sono settimanali (come gli affitti del resto) e la cosa è di gran lunga più comoda rispetto alle mensilità italiane. Avendo i soldi una volta alla settimana credetemi diventa più semplice amministrarli e arrivare alla fine del famigerato “mese” :-)) Sono state dunque 10 ore al bar, come dicevo, e la mia busta paga prevedeva quindi un lordo di 226 dollari (114 euro) che al netto delle tasse sono diventati 190 dollari (97 euro), ovvero quasi 10 euro netti all’ora. Presto inserirò un articolo in home page nel sito dove spiegherò in dettaglio le paghe base nel paese (visto l’enorme interesse dietro questo argomento) come del resto avevo già fatto in passato, ma ci sono stati degli aggiornamenti e gli stipendi sono aumentati (e le tasse diminuite). Il lavoro procede bene, direi molto meglio di due anni fa. Lo staff è cambiato e mi sono trovato molto meglio. Poi è come se avessi la sensazione di essere rispettato di più. Sarà che forse gli altri sanno che ho già lavorato in quel posto e per questo mi ritengono più esperto (anche se in realtà non lo sono). Dopo la prima settimana di “rispolvero” sono tornato subito a contatto con i clienti alla cassa ed è stato piacevole ritrovare le mie vecchie conoscenze che molto gentilmente mi hanno chiesto che fine avessi fatto. Insomma, tanti sorrisi e cordialità da un popolo che avrebbe tanto da insegnarci. L’altro giorno Orietta, che per adesso lavora anche lei al bar ma in orari diversi, mi ha detto che al suo primo giorno diverse persone che incontrava al mattino presto prima di iniziare il lavoro la salutavano molto cordialmente. Cosa mai avvenuta in Italia del resto. Non sono luoghi comuni ma verità significative secondo me. La cordialità, i sorrisi, il rispetto del prossimo sono più comuni quaggiù. Sarà anche per il fatto che la gente non è stressata come noi e questo sicuramente aiuta. Vedremo dunque cosa mi porterà questa nuova avventura lavorativa. Continuiamo intanto la ricerca di una casa in affitto. Non è facile come acquistarle in questo periodo e ogni volta che ne troviamo una non facciamo in tempo a fare l’offerta che già ci sfugge. Comunque tanto per rendere l’idea una casetta singola con giardino, garage, tre camere da letto, soggiorno, cucina, lavanderia e due bagni viene sui 340 dollari a settimana (170 euro). La caparra da lasciare è di sei settimane. Oggi lavoro dalle 12.30 alle 17.30 e comincia un weekend importante, quello delle corse. Ricorderete infatti che fino alla metà degli anni 90 la Formula 1 si correva nel circuito cittadino di Adelaide. Poi è passato a Melbourne. Da quell’anno qua in città hanno deciso comunque di ospitare almeno la tappa delle Clipsal 500&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a class="style_3" href="http://www.clicpsal500.com.au/" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; text-decoration: underline;" title="http://www.clicpsal500.com.au"&gt;www.clicpsal500.com.au&lt;/a&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;&amp;nbsp;) ripristinando il vecchio circuito di Formula 1. Il rombo dei motori è talmente assordante da sentirsi in tutta la città o quasi. Oggi io e Orietta ne abbiamo approfittato per occuparci di un po’ di cose burocratiche. Ho rinnovato la patente ad esempio. Ho pagato 40 dollari per un anno ma potevo pagarne 60 per due. Sono stato poi in città nel palazzo dell’immigrazione per ultimare la procedura della residenza definitiva. Mi hanno quindi inserito nel passaporto italiano il bollo che mi permette di rimanere in Australia quanto voglio. Ho infine ritirato la nuova carta Medicare, la tessera sanitaria. A questo punto sono apposto. Siamo anche passati dalla banca a mettere ordine nei nostri conti. Ho una Carta di credito Visa che funziona anche da bancomat (come in Italia). Avendo due conti a me intestati però il bello è che posso scegliere ogni volta su quale conto addebitare la spesa (Check, Savings o Credit per utilizzare il fondo della Visa). Che altro ? Abbiamo preso una multa per aver lasciato l’auto troppo a lungo in un parcheggio dove il massimo consentito era due ore: 20 dollari (10 euro). Oggi la benzina era scesa nuovamente a 1 dollaro e 19 al litro (circa 60 centesimi di euro). Ho comprato 10 litri di acqua a 3 dollari e 99 (2 euro). In Italia la Sant’Anna viene 35 centesimi ogni litro e mezzo quindi siamo sui 2 euro e 50 per 10 litri, poca differenza. Abbiamo invece speso abbastanza per pranzare da Cibo, dove lavoriamo. Due piadine, due tramezzini, un dolcetto piccolo per Diego, una Sanpellegrino da 0,250 e un’Acqua Panna da 0,5 circa 16 euro. Ora usciamo e portiamo Diego a fare l’ultimo vaccino che avrebbe dovuto fare già da tempo ma che non abbiamo potuto effettuare perchè eravamo in Italia. Ho molto da raccontare ancora, molti altri particolari “tecnici”. Spero di riuscire a farlo più spesso. Intanto avrei bisogno di sapere da voi quanto arriva a prendere una persona che lavora al bar in Italia. Visto che non lo so con esattezza mi piacerebbe sapere le differenze effettive che ci sono con l’Italia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;A presto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-6899947250801056748?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/6899947250801056748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/ritorno-al-lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6899947250801056748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6899947250801056748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/ritorno-al-lavoro.html' title='Ritorno al lavoro'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-6802333379523198303</id><published>2009-03-10T19:36:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T10:00:52.130+09:30</updated><title type='text'>Prime impressioni e consapevolezze</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Sono passate due settimane ormai da quando siamo arrivati in Australia. Solo oggi ci hanno portato l’Adsl a casa. L’aspettavo così tanto. Internet per me è indispensabile. Fino ad ora scroccavamo una wifi aperta di un vicino di casa ma considerando che in Australia non esistono abbonamenti FLAT non mi sembrava il caso di continuare molto. E poi dai, non possiamo fare&amp;nbsp; gli italiani pure qua no ? :-)) Così questa mattina è venuto il tecnico della Telstra, la compagnia storica australiana (un po’ come se fosse la nostra Telecom) e con un’ora di lavoro ha portato un cavo direttamente dai piloni stradali alla casa dei genitori di mia moglie (stiamo da loro fino a quando non troviamo una casa nostra in affitto). Questo lavoro complicato lo abbiamo dovuto necessariamente fare perchè la normale Adsl non era disponibile, nel senso che sono terminate da tempo le connessioni (che sono limitate nel numero come in Italia del resto). Così hanno dovuto optare per forza al cavo (come la fibra di Fastweb per intenderci). Le connessioni Adsl in Australia purtroppo non sono come in Europa e costano molto di più. Come ho detto non esistono abbonamenti Flat ma devi per forza acquistare un quantitativo di giga per navigare. Noi ad esempio paghiamo 79 dollari (39 euro) per avere 12 giga mensili in un flusso veloce di 20 mega. Se li oltrepassi la connessione scende di velocità da 20 mega a 128k fino al rinnovo mensile. Puoi comunque fare quanti upgrade o downgrade desideri, passare da un abbonamento da 12 giga a 25 giga e poi tornare a 12 giga di nuovo senza obblighi. Basta che tieni l’abbonamento (anche minimo) per due anni. Insomma, da questo punto di vista sono rimasto delusissimo. Quando troveremo casa potremo trasferire l’abbonamento attivato oggi. Con lo stesso collegamento che ci hanno fatto possiamo ricevere la Fox Digital (la tv di Murdoch, lo stesso di Sky). Basta avere il box da collegare alla tv (senza parabola quindi) e un abbonamento alla tv digitale naturalmente. Non è stato facile. Non E’ facile. Il primo giorno soprattutto sono entrato in crisi piena. Ho pianto più volte al telefono con i miei genitori ripensando alle splendide tre settimane passate insieme con Diego. Mi mancava l’aria e ero pieno di angoscia e di paura di non farcela. Devo ringraziare Barbara, la mia cara amica di Firenze, che con poche parole ma sincere è riuscita a tirarmi su il necessario per andare avanti. E ora sono qui. A due settimane dall’arrivo ho completamente assimilato i problemi dovuti al cambio di fuso orario e sto bene, sereno. Questa sarà la mia prima settimana di lavoro. Anche se per due giorni soltanto tornerò al bar di Norwood, dove ho già lavorato due anni fa, e settimana dopo settimana farò sempre più ore. David, il titolare figlio di immigrati di Castelfranco Veneto, ci ha detto che se vogliamo può darci lavoro ad entrambi per 50 mila dollari l’anno ciascuno. Orietta ha iniziato oggi. Per i primi giorni uno di noi due dovrà stare sempre a casa con Diego. Anche se il piccolino sembra essere davvero felice quaggiù abbiamo deciso di non lasciarlo solo troppo presto. Dopotutto da quando siamo andati in Italia un anno e mezzo fa siamo stati sempre con lui tutti i giorni e ora si deve abituare piano piano a stare con i nonni a casa quando lavoriamo. Si, Diego è felice, con il cuginetto Alessio soprattutto sembra essere nato un affetto incredibile che manco io avevo mai visto in due bambini. Una delle prime notti ha voluto addirittura dormire nel lettone con lui (mai successo con nessuno prima). Corre per la casa, sta fuori in giardino, ieri siamo stati a pranzo da mio cognato al mare, ad Henley Beach, e il figlio di Claudio ha un sacco di giochini, compresa la “sand-box”, la zona di sabbia marina in giardino .... non vi dico Diego quanto si è divertito. Nonostante questo ricorda sempre i giorni passati con i nonni a Vernio. Appena gli faccio il verso della campanella della stazione ferroviaria lui se ne parte con un discorso lunghissimo dove racconta degli Eurostar, della Freccia Rossa, dei Merci e dei locali per Bologna che andava a vedere col nonno. Oppure quando vede un gatto parte in quarta a raccontare che tirava la coda alla Rosi (la gattina di mia mamma). Si vede che gli mancano tanto queste cose. Io rimango imbambolato quando fa così. Mi si stringe il cuore consapevole di quello che abbiamo fatto. Poi però la consapevolezza mi porta anche a rendermi conto di quanto fortunato sia questo bambino. Ha due genitori che si vogliono bene e dei nonni, da entrambe le parti, che farebbero qualsiasi cosa per lui. E poi alla fine di ottobre arriverà questo nuovo e immenso regalo che io e Orietta faremo a Diego. Una nuova vita che entrerà a far parte della nostra famiglia ... e questa volta lo sappiamo tutti dentro di noi anche se non abbiamo la certezza medica che sarà una bambina .... abbiamo già pensato al nome :-) Ma non ve lo dico ancora :-)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-6802333379523198303?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/6802333379523198303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/prime-impressioni-e-consapevolezze.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6802333379523198303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6802333379523198303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/prime-impressioni-e-consapevolezze.html' title='Prime impressioni e consapevolezze'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-3144072970166025028</id><published>2009-03-10T10:10:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T10:01:54.664+09:30</updated><title type='text'>Avventura cominciata 4</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Finalmente l’Australia. Atterriamo a Melbourne alle 6.30 del mattino dopo solo 5 ore e mezzo di volo da Singapore. Purtroppo appena scesi dall’aereo il personale di servizio ci dice che dobbiamo necessariamente riprendere i nostri bagagli per poi riconsegnarli al check-in del volo interno. Non è una buona notizia. Abbiamo pochissimo tempo (un’ora circa) e dobbiamo fare la dogana e sperare in una consegna veloce dei bagagli. Conoscendo le procedure australiane nutro forti dubbi nella riuscita dell’impresa. Comunque ci proviamo. Arriviamo tra i primi al controllo passaporti con bagagli a mano e Diego in braccio. Finalmente la verifica se la mia residenza temporanea è ancora valida visto che non mi faccio vedere in Australia da un anno e mezzo. Tutto fila liscio senza un solo intoppo. Evidentemente mi stavano aspettando e ne avrò la conferma due giorni dopo quando mi arriverà a casa l’importante documento che attesterà mia mia residenza DEFINITIVA. Arriviamo quasi per primi al ritiro bagagli pregando che la consegna sia veloce ma soprattutto che le nostre valigie siano tra le prime. Infatti i nostri bagagli sono proprio tra i primi ad essere consegnati. Non siamo a Roma e qui si dà la precedenza a chi deve prendere voli interni. Peccato però che abbiano dimenticato il passeggino che avevamo consegnato alle hostess prima dell’imbarco a Londra. Maledetto passeggino. Più di mezz’ora per cercarlo e trovarlo. 20 minuti al volo per Adelaide e ancora dovevamo consegnare i bagagli al check-in. Prendiamo la nostra montagna di bagagli e ci dirigiamo di corsa verso l’entrata dell’aeroporto dove c’è il terminal Qantas. Ci precipitiamo al bancone e appena in tempo riusciamo ad imbarcare i bagagli. Altrettanto di corsa ci dirigiamo al nostro gate per prendere il piccolo 737-800, lo stesso utilizzato in Europa anche dalla Ryanair (mica tanto piccolo in realtà ma confronto al jumbo di prima sicuramente si.). Che bello. Siamo a bordo. Solo 50 minuti ci separano dalla fine della nostra lunga traversata. E’ davvero piacevole essere qua. Il sole è ormai alto e incredibilmente neanche mi accorgo del decollo. Tanto rilassata è adesso l’atmosfera che niente potrebbe accadere. Adesso fa davvero effetto vedere il personale dell’aereo portare in fretta la colazione perchè il volo è talmente breve da riuscire a malapena ad effettuare tutte le operazioni. Infatti non facciamo nemmeno in tempo a finire che già ci tolgono i piatti e il pilota comunica che siamo in discesa finale su Adelaide. Dall’alto notiamo Victor Harbor, le spiagge bellissime dove siamo stati due anni fa in una delle nostre gite domenicali. Il pilota si allarga sul mare. Atterreremo sulla 05. Visto il bel tempo probabilmente faremo un visual approach. Sulla 05 infatti non c’è ILS per l’atterraggio strumentale (solite seghe mentali ma quando uno è malato è malato .. stop). Tocchiamo terra, il pilota usa solo un poco di reverse poi fa scivolare volutamente l’aereo fino in fondo alla pista visto che è là che si trova il terminal. Liberiamo e ci portiamo al vicino gate Qantas del nuovissimo e bellissimo aeroporto internazionale di Adelaide. Mi è mancato molto. Quante giornate c’ho passato. Questa volta aspettiamo che tutti i passeggeri escano dall’aereo. E’ tutta gente d’affari che ha fretta di andare al lavoro. Non vogliamo intralciarli con i nostri numerosi bagagli da scaricare. E con Diego :-) Usciamo per ultimi. Prendiamo il ponte che ci porta all’interno della struttura. Guardo fuori e vedo quello che solo chi è stato in Australia può capire. La luce che rende tutto così incredibilmente definito. Le colline di Adelaide sono lontane ma sembrano chiarissime con questa luce. E’ una sensazione vagamente paragonabile a quando in Italia esce il sole dopo un forte temporale. Guardo in alto e vedo i familiari di Orietta che già la stanno abbracciando. Il loro sguardo ora è verso di me e Diego che mi porto in braccio. Stanco, esausto, disorientato ma estremamente felice per la fine del lungo viaggio mi dirigo verso la mia nuova Vita in Australia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-3144072970166025028?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/3144072970166025028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/avventura-cominciata-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/3144072970166025028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/3144072970166025028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/avventura-cominciata-4.html' title='Avventura cominciata 4'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-2567397432885258709</id><published>2009-03-09T09:39:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T10:02:52.409+09:30</updated><title type='text'>Avventura cominciata 3</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;11 ore di volo effettivamente molto tranquille. Diego ha dormito per quasi tutto il viaggio e di turbolenze neanche l’ombra. Il volo è stato talmente privo di scossoni che abbiamo visto più volte passeggiare per i corridoi l’anziano pilota australiano che evidentemente aveva bisogno di sgranchirsi le gambe. E’ sempre così. Ai comandi di bestioni del genere non trovi mai piloti sotto i 50 anni se non come “secondi” e chiaramente questo trasmette sicurezza ai passeggeri. Quando si vola in paesi tropicali può sempre capitare di doversi trovare in situazioni dove c’è necessariamente bisogno di esperienza. Infatti cominciamo la discesa per l’atterraggio a Singapore quando il pilota ci comunica che un forte temporale stava imperversando sopra l’aeroporto e al momento gli atterraggi erano bloccati. Dovete sapere che in questi casi il controllore dell’aeroporto valuta il da farsi. Se il temporale sarà di lunga o imprecisata durata allora dirige tutto il traffico sull’aeroporto alternato che ogni pilota deve obbligatoriamente scegliere al momento della compilazione del piano di volo proprio per i casi come questi. Se invece le previsioni dicono che il temporale passerà entro pochi minuti allora si provvede e mettere tutto il traffico in arrivo in HOLDING. Ciò significa che ogni aereo viene messo a “girare in tondo” ad altitudini diverse. Quando un aereo viene autorizzato all’atterraggio esce dal “girotondo” e atterra, mentre gli altri in coda scattano di livello verso il basso. Come se l’Holding fosse un ascensore per scendere. L’aereo che si trova all’altitudine più bassa ha la priorità sugli altri. Chiaramente il tutto dipendentemente da quanto carburante è rimasto nei vari serbatoi. Dovete sapere inoltre che è cosa reale la polemica suscitata in America dalla Continentals che molte volte (troppe secondo gli enti che vigilano sulla sicurezza dei voli) dichiara emergenza per mancanza di carburante nei voli provenienti dall’Europa avendo così diritto di precedenza su tutti gli altri velivoli che stanno per atterrare. In effetti imbarcare carburante PRECISO per il volo da effettuare senza aggiungerne troppo in eccedenza fa risparmiare molti soldini alle compagnie. Provate però a pensare lo stress di un pilota che per esempio deve atterrare necessariamente al primo tentativo per mancanza di carburante in caso di maltempo o forte vento. Non potrà riattaccare e tentare una seconda volta. Insomma, i rischi sono altissimi e per questo esistono indagini giornaliere per capire i comportamenti delle varie compagnie. L’aereo turco caduto ad Amsterdam la settimana scorsa è sotto indagine anche per questa ragione. E in una situazione come quella nostra a Singapore dove un traffico deve consumare carburante in eccesso per l’attesa ? Cosa succede ? Beh, fortunatamente la Qantas è in crisi si, ma non quanto altre compagnie che devono rischiare incidenti per risparmiare sul carburante. Sta di fatto che il pilota ci comunica che siamo in holding a 10 mila piedi con 12 traffici prima di noi per l’atterraggio. Diego intanto è sveglio e molto agitato e non vuole stare legato con la cintura al seggiolino. Comincia a strillare e ad avere una forte crisi di nervi. Le gente intorno costretta a stare seduta ci guarda logicamente male perchè in quell’attesa il pianto isterico di un bambino crea fastidio ... e molto. Il pilota intanto non ci dice più niente e noi non possiamo far altro che guardare i continui giro tondi che il grosso jumbo deve compiere per l’attesa impostaci. Dal monitor davanti a me fortunatamente noto che ad ogni giro diminuiamo la nostra altitudine e da ciò intuisco che l’aeroporto è stato riaperto i gli atterraggi ricominciati. Meno male. Speriamo che il carburante adesso basti per arrivare alla pista :-) E come mai questo silenzio ? Perchè il pilota non ci dice che stiamo per atterrare ? Non sarà che magari in cabina c’è una situazione di forte stress per qualche motivo e noi non lo sappiamo ? Beh, chi ha una vera e propria fobia del volo come me pensa a tutte queste cose :-) Come sempre le mie paure alla fine risultano essere infondate e l’aereo passa tra gli squarci nuvolosi per il sentiero di discesa che lo porta al suolo dopo una mezz’oretta d’attesa. La pista è molto bagnata, segno che il temporale è cessato da poco ma il 747 atterra dolcemente senza nessuna complicazione. Siamo stanchi, molto, e in questo momento rimpiango la Cathay Pacific che nel suo viaggio verso Adelaide concede un giorno di riposo a Hong Kong prima della seconda parte del volo. Questo credetemi è decisamente meglio in quanto ti permette di dormire un po’ in albergo prima di rimetterti nella stretta Economy Class per altre 8 ore di volo. La Qantas invece fa soltanto uno scalo tecnico a Singapore, il tempo cioè di fare carburante e pulire un po’ l’area passeggeri. Per noi significa necessariamente prendere tutti i nostri bagagli a mano e scendere dall’aereo per un’ora soltanto. Di solito una situazione del genere non fa altro che bene alle ossa ma con Diego e tutti i nostri bagagli il dover ripassare tutti i controlli sarebbe risultato molto complicato. Il piccolo, poverino, si era appena illuso di essere arrivato a destinazione quando si è dovuto subito rendere conto di dover risalire nuovamente in aereo ... pensate alla sua reazione :-(( Muniti di un enorme quantitativo di pazienza che neanche noi sapevamo di possedere effettuiamo tutte le procedure necessarie per essere imbarcati di nuovo sullo stesso aereo appena lasciato. Nel corridoio di imbarco faccio conoscenza con un ragazzo di Montecatini che aveva da lontano sentito Diego chiamare “babbo” e che quindi aveva intuito di trovarsi a bordo con gente della “sua” Toscana. E’ piacevole sentir parlare il tuo dialetto quando ti trovi così lontano da casa. Mi racconta di essere diretto a Melbourne per lavoro. E’ nel commerciale di una grande azienda di Como che lo manda spesso in Asia. Si sarebbe solo soffermato in Australia per poi fare tappa definitivamente in Vietnam. Ci siamo accomodati ai nostri posti e dopo pochissimi minuti siamo decollati nuovamente senza nessun problema. Il monitor della mia postazione mi comunicava una piacevole notizia: solo 5 ore e mezzo ci avrebbero portato finalmente nella terra dei canguri, a Melbourne. Il tempo cioè di un film e un pranzo. Che bella la Qantas. nella programmazione del suo sistema di intrattenimento aveva inserito diversi film in italiano cosa che invece non fa quasi mai la cinese Cathay Pacific. Inoltre la Cathay inserisce il “demand” solo nella Businness la Qantas lo regala anche in Economy. Il “demand” è il sistema di film che parte quando vuoi tu. In pratica se voli con la Cathay i film partono tutti in automatico nello stesso istante quindi se ti perdi l’inizio sono cazzi tuoi. Con la Qantas invece scegli tu quando far partire i programmi che vuoi vedere. Per non parlare poi del cibo. Finalmente qualcosa mangiato con gusto anche in aereo. Come ho già detto il 747 australiano era chiaramente vecchiotto ma il servizio globale è stato di gran lunga migliore di quello della multi premiata Cathay. Anche questo volo è filato liscio liscio senza una sola turbolenza che abbia fatto accendere le luci delle cinture al pilota. All’alba dopo solo 5 ore da Singapore il pilota ci dice che avrebbe iniziato la discesa verso Melbourne, il tempo era nuvoloso ma senza pioggia o vento. Questa volta qualcuno aveva fretta di scendere e l’angolo di picchiata è stato notevole. Conseguenze per le orecchie ? Tante. Un male cane. Ma l’avvicinamento e l’atterraggio sono stati impeccabili. Ci portano al gate quando iniziamo a vedere le prime luci dell’alba. Siamo in Australia, non ancora arrivati, d’accordo,&amp;nbsp; ma possiamo toccare finalmente la terra che ci ospiterà per questa nuova avventura. Tra le tante cose Melbourne è una delle possibili città dove vorremmo vivere io e Orietta e anche se questa volta la toccheremo soltanto di passaggio veniamo persuasi da una sensazione piacevole. Io gli australiani li adoro, è gente fantastica, sempre allegra e ospitale. Finalmente il lungo viaggio stava finendo. Solo un altro volo, soltanto 50 minuti ci separavano adesso dalla nostra destinazione finale. Dovevamo soltanto sbrigarci perchè questa volta oltre ai nostri bagagli a mano dovevamo prendere anche le grosse valigie lasciate al check-in a Roma e riconsegnarle nuovamente per il volo interno verso Adelaide. Una vera e propria impresa che vi racconterò nell’ultimo post a breve.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-2567397432885258709?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/2567397432885258709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/avventura-cominciata-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2567397432885258709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2567397432885258709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/avventura-cominciata-3.html' title='Avventura cominciata 3'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-456603056432872084</id><published>2009-03-04T13:13:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T10:04:05.975+09:30</updated><title type='text'>Avventura cominciata 2</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Siamo atterrati a Heatrow con soli 15 minuti di ritardo (evidentemente il ritardo accumulato in partenza da Fiume è stato recuperato durante il volo) ma a noi sembrava di aver già sulle spalle oltre 20 ore di volo. Effettivamente il pensiero che praticamente il nostro viaggio doveva ancora cominciare mi angosciava parecchio. Viaggiare per il mondo con una marea di bagagli e un bambino che il più delle volte vuole stare in braccio al babbo vi assicuro è massacrante. Per questo motivo l’arrivo a Londra per noi è stato abbastanza drammatico. Non vi dico poi la strada che abbiamo dovuto fare per spostarci dal terminal 5 dove siamo arrivati fino al numero 4 dal quale partono i Qantas per l’Australia. Il pulman di servizio c’ha impiegato circa 25 minuti per portarci al nostro gate. Abbiamo imboccato non so quanti lunghi tunnel stradali che si diramano sotto le piste dell’aeroporto più grande del mondo prima di arrivare al terminal 4. Una volta scesi abbiamo dovuto passare nuovamente il controllo bagagli ed è in questi casi che viviamo i peggiori 5 minuti dei lunghi viaggi che facciamo. In questi momenti infatti dobbiamo lasciare Diego da solo, a terra, prendere tutti i numerosi bagagli e aprirli, tirare fuori i notebook dalle loro borse e togliersi pure le scarpe. Con la speranza, vana, che il piccolino se ne stia buono buono al nostro fianco. Fortunatamente questa situazione “fantoziana” crea sempre simpatia e tenerezza (oltre che compassione) nelle persone in fila con noi e nel rigido personale addetto ai controlli i quali molto spesso si lasciano andare a coccole e complimenti a Diego mentre noi smadonniamo in turco nel rimettere al loro posto ogni bagaglio tirato fuori dopo il controllo. E credete poi che ogni cosa vada precisa al proprio posto ? See .. magari. Comunque sia riusciamo ad arrivare in tempo al famigerato TERMINAL 4 di Heatrow. A proposito: ci siete mai stati ? Perchè quello che una persona si aspetta dall’aeroporto più grande del mondo è comunque un luogo ultra moderno pieno di comodità, negozi, aree wifi, centri di relax e di tutti i confort che un luogo così importante dovrebbe offrire. Dopotutto Stanstead è così nonostante sia invece il terzo aeroporto della città (credo). Bene, il Terminal 4 di Heatrow è il più vecchio dell’intera cittadella aeroportuale inglese. Ma questo non basta per rendere l’idea di quanto sia terribile quella struttura. Fatiscente è dire poco. So che è difficile credere ma vi assicuro che Heatrow è anche questo. Panche in legno tipo stazione FS degli anni del dopoguerra da noi (giuro), cartelloni luminosi fatiscenti e per lo più guasti, carrelli portabagagli INESISTENTI, segnalazione Gate non presente, bar e negozi al livello dei chioschi del lungomare di Pesaro (non vogliatemene per favore), caos nei viaggiatori per l’incredibile senso di disorientamento che si percepisce. Insomma. Forse l’Australia non è una destinazione gradita al popolo inglese se lasciano ridurre a quello stato il terminal che dovrebbe ospitare i viaggiatori diretti in quel paese. Sarà mica per i segnali di indipendenza dalla regina e di desiderio di repubblica che provengono dalla terra dei canguri in questi ultimi mesi ? Probabilmente. Comunque, gran figura di merda. Vi giuro che il piccolo aeroporto di Firenze Peretola è di gran lunga più accogliente e tecnologicamente più avanzato. Fortunatamente riusciamo a raggiungere il nostro gate (i bagagli tutti a braccio perchè al Terminal 4, come detto sopra, non ci sono carrelli). Poso Diego accanto a me e per la prima volta dalla partenza riesco a tirare fiato appena in tempo per sentire un piccolo assaggio di consapevolezza del distacco dai miei. Prendo il telefono e chiamo casa proprio mentre Diego sta giocando davanti a me con i due trenini che mia sorella gli ha colorato. Sento mia mamma molto giù, le chiedo come sta andando (domanda sciocca), lei risponde che sono tutti e tre a casa come bischeri (capisco cosa voglia dire e mi si stringe il cuore). La saluto in fretta perchè stare al telefono mi fa male e preferisco tornare il più presto possibile alla frenesia del viaggio che stiamo affrontando. Chiamano il nostro volo. Chi ha bimbi al seguito può passare per primo (cosa non fatta a Fiumicino con la&amp;nbsp; British che tanto “british” non è stata). Ci avviamo tutti e tre stracarichi di bagagli nel tunnel che ci porta al portellone del vecchio Jumbo 747 della Qantas. Con l’arrivo del nuovo Airbus 380 questo non è più il più grande bolide commerciale volante ma vi assicuro che impressiona ancora. Passo a fianco della punta dell’aereo, dove c’è la First Class. Chiaramente un senso di profonda invidia mi assale. Anche quando vedo le scale per il ponte superiore dove invece c’è la business. Noi siamo chiaramente in economy e quando vedo i nostri posti mi angoscio nuovamente pensando alle 11 ore di volo che ci attendono verso Singapore. Sto male. Non ho voglia di starmene chiuso in questa gabbia. Avrei una gran voglia di scendere per andarmene in centro a Londra in un comodissimo Hotel a sgranchirmi le gambe. Ma proprio quando sento arrivare una leggera crisi di claustrofobia riesco per la prima volta a guardarmi attorno a guardare le persone che stanno salendo e si stanno accomodando ai loro posti. Che strano. Non ci sono cinesi come tutte le altre volte. Già, non sono su un aereo della Cathay Pacific. E si vede. Sono quasi tutti australiani, gente simpatica, sorridente, molti giovani.... sorrido anch’io. Alla fine non mi sento più così lontano da casa. Qualcosa di familiare stava lentamente prendendo il posto di tutte quelle sensazioni negative fino a quel momento percepivo. Mi sono tranquillizzato. Diego si è addormentato subito. Neanche la fase tanto concitata del decollo del pesantissimo bolide è riuscita a turbarmi come invece sempre accade. Un enorme sensazione positiva mi aveva ormai assuefatto. Socchiudo gli occhi non appena sento il suono delle spie delle cinture che si spengono (il segnale inconfondibile che è tempo anche per i piloti in cabina di rilassarsi un po’ dopo l’imprevedibile fase di distacco dal suolo). L’anziano australiano ai comandi del Jumbo abbassa le manette dei quattro motori del Boeing, diminuisce l’angolo di salita e anche l’assordante rumore dei motori diventa coccolante per un sonno che ci apprestiamo ad affrontare. Il bolide si appresta dolcemente a raggiungere la quota di crociera che ci porterà dall’altra parte del mondo. Tutto sembra andare meglio ora dentro di me. Grazie anche alle 11 ore di volo praticamente prive di qualsiasi turbolenza. Almeno fino all’arrivo nei cieli di Singapore, dove a causa di un piccolo inconveniente all’aeroporto di arrivo ci tengono in holding (a girare intorno) a 10 mila piedi per quasi mezz’ora. Ma questa è un’altra storia :-)) (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;span class="style_3" style="color: black; font-family: Arial-ItalicMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: italic; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;continua a breve&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-456603056432872084?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/456603056432872084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/avventura-cominciata-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/456603056432872084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/456603056432872084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/03/avventura-cominciata-2.html' title='Avventura cominciata 2'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-2429705052335360903</id><published>2009-02-28T07:07:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T10:05:16.311+09:30</updated><title type='text'>Avventura cominciata 1</title><content type='html'>&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 11px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Eccoci qua. Emozionato, tanto, a scrivere questo primo post della nuova “Vita in Australia”. E’ presto, sono le 7 del mattino e mi trovo nel giardino della casa dei miei suoceri. L’aria è fresca e fine e devo dire che siamo stati davvero fortunati. Sembra infatti che il meteo ci abbia voluto dare il suo caro benvenuto. Il primo giorno, l’altro ieri, erano 39 gradi col 20% soltanto di umidità, ieri erano 32 gradi ed oggi saranno 27. Insomma, meglio non poteva iniziare. Inutile dire che avrei un mare di emozioni da riversare in queste prime righe e non sono sicuro di riuscire a farlo per la quantità enorme di sensazioni che sto vivendo, non tutte positive purtroppo. Ma cominciamo dall’inizio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 18px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;LA PARTENZA. L’ultimo giorno in Italia è stato talmente frenetico da non permettermi di rendermi conto di cosa stava accadendo ed è stato molto meglio così. Eravamo così presi dalla preparazione del lungo viaggio con Diego che ho dovuto accantonare altre emozioni da una parte nel mio cuore che sarebbero comunque poi tornate prepotentemente fuori appena arrivati in Australia (tra poco vi dirò). Abbiamo noleggiato una macchina alla Maggiore di Prato il giorno prima della partenza. Siamo andati a prenderla io e Diego così ne ho approfittato per far vedere al piccolo per l’ultima volta i treni. Già. Io e mio babbo siamo involontariamente riusciti a trasmettere a Diego la passione per i treni al punto che ogni giorno quando eravamo a casa lui voleva andare alla stazione di Vernio a veder passare la sua Freccia Rossa. Anche mia sorella gli ha regalato un piccolo Eurostar colorato di rosso per simulare la Freccia Rossa e a Diego è piaciuto così tanto che se lo è portato dietro per tutto il lungo viaggio, stretto nelle sue manine. La mattina della partenza abbiamo finito di caricare la macchina velocemente (si è sempre in ritardo in queste occasioni, soprattutto quando si parte non per una vacanza lontana ma per un trasloco dall’altra parte del mondo). Abbiamo salutato la nostra vicina di casa Loredana, sempre cordialissima, e ho abbracciato mio babbo. Gli stavo portando via il suo unico nipotino, colui con cui ha giocato moltissime volte nel piazzale di casa a pallone, colui con il quale è stato mille volte alla stazione a vedere la Freccia Rossa come faceva esattamente con me quando ero piccolo, colui che riempiva così rumorosamente la casa ogni singolo giorno che abbiamo vissuto insieme. Ho preso la macchina e siamo andati in negozio a salutare mia sorella e mia mamma. Ho voluto io che non venissero in aeroporto. Dopo le precedenti esperienze ho preferito lasciarle così, come se partissimo per andare a fare spese a Firenze, con la sensazione che saremmo tornati per pranzo, anche se in realtà un aereo ci avrebbe invece portato a migliaia di chilometri di distanza. Diego non lo sapeva ancora, per lui stavamo solo andando a fare una delle solite girate in macchina col babbo e con la mamma e avrebbe rivisto la nonna la sera, e avrebbe rigiocato con i treni ancora con mia sorella prima di andare a dormire, e avrebbe tirato per altre mille volte la coda della Rosina (una delle gattine di mia mamma). Tutto questo era solo pura illusione, voluta da me per evitare troppo dolore immediato. Sarebbe stato meglio lasciarlo a dopo, quando saremmo arrivati a destinazione. Almeno così pensavo. Siamo arrivati a Roma alle 14, abbiamo lasciato l’auto alla Maggiore di Fiumicino e con tutto il nostro carico di valigie ci siamo diretti verso il check-in. Tutto è filato liscio. Anche la procedura di imbarco delle nostre valigie più grandi che la fredda hostess della British ha effettuato al bancone. Dopotutto lei non sa chi si trova davanti, non può conoscere la storia che si cela dietro ogni persona che lascia le valigie alla sua postazione. Ma a me faceva rabbia comunque il suo distacco. Volevo essere compatito dal mondo intero per il dolore che stavo provando dovuto alla separazione dai miei. Sapevo comunque che il lungo viaggio che stavamo affrontando avrebbe tolto l’attenzione ancora per un po’ alla consapevolezza, che comunque, piano piano, cresceva ogni minuto che passava. Saliamo nell’Airbus 321 che ci avrebbe portato a Londra appena in tempo per ritrovarci sotto un temporalone sopra l’aeroporto di Fiumicino. Il mio Iphone mi diceva che su LIRF era in atto una vero e proprio Thunderstorm con CB, i famosi cumuli nembi, le nubi a sviluppo verticale dalle quali qualsiasi oggetto solido dovrebbe stare lontano. Chiaramente a Orietta non ho detto niente per non fare la solita figura del bambino appassionato che trova i pericoli ovunque. Ma quando presi il brevetto per i piccoli ultraleggeri ho comunque fatto lezioni di meteorologia che mi hanno insegnato le nozioni basilari per portare appunto un “oggetto solido” in aria. Prontamente il pilota ci comunica che avremmo dovuto attendere l’autorizzazione dalla torre prima della messa in moto dei motori arrivata appena si è aperto uno squarcio nel cielo circa un’ora dopo dal nostro ingresso nell’aereo. “Un buon inizio” pensavo ironicamente&amp;nbsp; inconsapevole del fatto che quello non sarebbe stato l’unico inconveniente dovuto al meteo che ci attendeva nel viaggio. Purtroppo però il traffico in uscita a Fiumicino si era ormai accumulato e lo smaltimento aveva creato una lunga coda verso la 25 (la pista dalla quale decolli perpendicolare sul mar Tirreno da Fiumicino). Piano piano però riusciamo a prendere il volo che con vento contrario di oltre 100 chilometri orari altrettanto mestamente ci ha portato nella capitale inglese. (&lt;/span&gt;&lt;span class="style_3" style="color: black; font-family: Arial-ItalicMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: italic; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;continua a breve&lt;/span&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-2429705052335360903?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/2429705052335360903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/02/avventura-cominciata-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2429705052335360903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2429705052335360903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/02/avventura-cominciata-1.html' title='Avventura cominciata 1'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-7593272032215339940</id><published>2009-01-28T14:58:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T10:07:36.379+09:30</updated><title type='text'>Temperatura record ad Adelaide</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;Mentre noi italiani siamo immersi in una perturbazione dietro l’altra in uno degli inverni più piovosi e umidi degli ultimi anni, nel South Australia si sta vivendo al contrario una delle estati più calde. 45 gradi registrati ieri, 44 oggi e sempre sui 40 per quasi tutta la settimana. Fa così caldo che in città hanno dovuto fermare la circolazione dei tram per il pericolo di deformazione dei binari. Io il caldo lo detesto abbastanza anche se sarebbe più corretto dire che odio più l’umidità. Questo mi dovrebbe far pensare di essere fortunato a non essere in Australia adesso. Però non ci riesco. Questo inverno italiano è per me davvero troppo grigio. Ero abituato ad avere delle tregue, dei momenti di pausa dove era possibile scorgere il blu del cielo. Quest’anno niente. Sembra di vivere nel nord Europa dove la notte pare essere eterna. E chiaramente questo influisce sugli umori. Mi salva soltanto il pensiero che tra tre settimane e mezzo si parte. Dio bono .... mi spaventa pure :-(((( Già. La consapevolezza di quello che sta per accadere si fa sempre più sentire, giorno dopo giorno, e il pensiero ai miei, che presto dovrò lasciare, mi rattrista molto. Figuriamoci, non c’è pentimento. In realtà sappiamo bene che non saremmo neanche dovuti tornare in Italia. Però chiaramente in questi momenti ci si sente tra l’incudine e il martello. Tra l’entusiasmo di una nuova splendida avventura e l’angoscia della separazione dai miei genitori. Tra la felicità di poter rivedere l’azzurro limpido che solo il cielo australiano ti offre e la tristezza di non poter più vedere la tua terra per molto tempo. L’allegria di Diego nel fare un bagno di fine estate nella piscina di mia cognata e la sua separazione dai nonni paterni. Ci penso sempre. Arriveremo in tempo per prenderci il meglio dell’estate che si avvierà alla conclusione. Mi sa che ci beccheremo pure qualche “40 gradi”. Qua le cose stanno andando avanti. Orietta è stata magnifica. Ha fatto quasi tutto da sola e ha preparato tutte le scatole. Io ammetto di non aver fatto niente e mi fa sentire in colpa. Purtroppo ho perso molto tempo dietro la registrazione dei DVD italiani. Si perchè quando ci si trasferisce all’estero con un bimbo di due anni si pensa che lui non potrà più vedere la Tv in italiano. “Meglio” direte voi. Si lo so che la tv italiana non è degna della nostra attenzione ma ho ben pensato di riversare sul Mac tutti i dvd dei film che avevo a casa per evitare di dover riempire la valigia di custodie di plastica e per poter permettere a mio figlio di non perdere l’apprendimento della nostra lingua. Così ho riversato molti dei film che avevo oltre che tutti i cartoon per Diego (che guarda tutto il giorno a casa). Ho notato che ha cominciato a ripetere le cose che sente nei cartoni e non vorrei privarlo totalmente dei programmi italiani proprio adesso. Mammamia. Sono tantissime le cose a cui dobbiamo pensare. Ad esempio: abbiamo saputo che sarà molto difficile trovare una compagnia che possa farci una spedizione della nostra roba più ingombrante via nave verso l’Australia. Non si fa ai privati. Se vogliamo farlo o ci appoggiamo ad un’azienda italiana che ci fa questa cortesia aggiungendo la nostra roba alla propria, altrimenti dobbiamo usare le poste (80 euro ogni 20 chili). Abbiamo molti vestiti ma soprattutto la Tv e il mio Imac dal quale non mi separerei per niente al mondo. Insomma, un centinaio di chili li abbiamo. Mi sa che alla fine spediremo con le poste i pacchi più urgenti e lasceremo ai miei il compito di spedirci il resto piano piano. Intanto venerdì prendo il furgone e porto tutto in Toscana. Sabato mattina lasceremo per sempre la casa di Pesaro ... e le prime lacrime cominciano a cadere. Avrò tempo per essere contento della nostra scelta. Avrò tempo per godermi il blu del cielo australiano. Per adesso però nel mio cuore c’è solo spazio per la tristezza nel dover lasciare queste quattro mura che ci sono appartenute per un anno e mezzo. Riguardo i video di Diego fatti in giardino l’estate scorsa, o quelli del mare in spiaggia, e penso quante altre volte ancora dovrò provare quello che sto provando adesso. Quante altre volte ancora dovrò scrivere queste stesse identiche frasi già riversate in questo blog tali e quali in passato. Uhmm ... mi sa che manco questa sarà l’ultima :-) La storia è ancora molto lunga e piena di cambiamenti radicali che dovranno arrivare. Scommettiamo ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-7593272032215339940?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/7593272032215339940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/01/temperatura-record-ad-adelaide.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/7593272032215339940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/7593272032215339940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/01/temperatura-record-ad-adelaide.html' title='Temperatura record ad Adelaide'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-7220358099004875441</id><published>2009-01-23T09:06:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T10:10:40.968+09:30</updated><title type='text'>Preparativi</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6WUDBGguI/AAAAAAAAAKI/GAu4BJROS38/s1600/biglietto.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="310" src="http://2.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6WUDBGguI/AAAAAAAAAKI/GAu4BJROS38/s400/biglietto.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;Mammamia che faticaccia. Dopo diversi giorni riesco a mettermi seduto un attimo per riflettere. Prima di tutto chiedo scusa per il ritardo con cui rispondo ad alcuni amici che giustamente vorrebbero soddisfare la propria curiosità in merito a quello che stiamo per fare. Ho avuto il computer “guastissimo” .... anzi, entrambi direi. Ieri casa mia sembrava l’officina tecnica della Apple di Cupertino. C’era il grosso Imac e il piccolo Powerbook completamente smontati e aperti sopra il tavolo di cucina. Sparse ovunque viti e vitine che poi avrebbero dovuto ricomporre il tutto. Già, “avrebbero” perchè in realtà me ne sono avanzate alcune :-))) Comunque. Se torno a scrivere significa che bene o male adesso tutto funziona. In realtà sono interventi che ho deciso di fare ai mac in previsione della partenza. Ho infatti sostituito l’Hard Disk dell’Imac (portandolo da 250 gb a 1 tera) e il masterizzatore DVD che non funzionava. Sapete cosa aveva ? Smontandolo abbiamo trovato all’interno la turbosim dell’Iphone che in realtà è un piccolo circuito che serviva a far funzionare in Italia i vecchi Iphone. E chi l’aveva inserita dentro il lettore ottico secondo voi ? Quel pazzo del mio bambino :-))) Dio bono, se comincia così voglio vedere cosa mi diventa da grande. Cavolate a parte direi di aggiornarvi sui particolari che maggiormente vi interessano. Siamo ancora a Pesaro. Ho disdetto casa e il 31 di questo mese la lasciamo. Per le tre settimane che ci separeranno dalla partenza staremo dai miei genitori in Toscana (è il minimo che posso fare visto che il 24 febbraio gli porterò via il loro unico nipote e questa rimarrà sempre l’unica cosa tremendamente negativa di tutto il progetto). Alcuni mi hanno chiesto il perchè eravamo tornati in Italia se già vivevamo in Australia. E’ una storia lunga e complicata che ancora deve finire. Per questo motivo mi riprometto di raccontare OGNI COSA di quello che ci è accaduto in questo anno in Italia. Anche perchè molti amici non conoscono realmente cosa sia successo ed è bene sapere quali persone esistono in questo ambiente. Abbiate pazienza e saprete. Andiamo avanti. Il lavoro in Australia c’è già. E questa è un’ottima notizia. David, il titolare del “CIBO” (&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;a class="style_3" href="http://www.ciboespresso.com.au/" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; text-decoration: underline;" title="http://www.ciboespresso.com.au"&gt;www.ciboespresso.com.au&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;&amp;nbsp;) più popolare di Adelaide dove ho già lavorato, ci ha già fatto sapere che attende me e mia moglie per assumerci entrambi. Sono felicissimo di tornare da lui. David è un ragazzo molto in gamba nato in Australia da genitori veneti. E’ il titolare del bar più “busy” della catena di mio cognato. In realtà non vi nascondo che ci piacerebbe non solo lavorare con lui ma entrare in società nella sua attività visti i guadagni :-) Ma questa è un’altra storia di cui parlerò. Esiste infatti più di un progetto che dovrebbe portarci ad aprire qualcosa di nostro in Australia entro la fine dell’anno. Mi accorgo che mi sto dilungando e per questo motivo stringo un po’. Sempre rispondendo a qualcuno: non abbiamo bisogno dei visti perchè mia moglie e mio figlio sono cittadini australiani essendo nati là ed io ho la TEMPORARY RESIDENCE che diventerà PERMANENT non appena arriverò nel paese. Quando sposi un’australiana infatti ti danno una residenza temporanea della durata di due anni che serve in realtà al governo australiano per capire se il tuo è un matrimonio “vero” oppure no. Per questo motivo quando rientreremo nel paese vorranno rivederci un’ultima volta prima di darmi la definitiva risposta positiva. Nel mio passaporto è comunque presente un visto che mi permette di entrare in Australia e rimanerci quanto voglio fino a comunicazione diversa da parte loro. A chi mi chiede dove vivremo dico che all’inizio staremo dai miei suoceri dove poi abbiamo sistemato parte delle nostre cose prima di lasciare l’Australia l’anno scorso. Questa volta non compreremo subito casa ma cercheremo di andare in affitto. Questo ci permetterà di fare le cose con molta più calma e di scegliere meglio i passi da fare. Saluto PIPPO che mi ha scritto qualche giorno fa e al quale non ho risposto. Scusatemi tutti ma sono stato senza la possibilità di accedere al blog e ai suoi commenti proprio perchè avevo i mac fermi. Adesso comunque tutto è apposto. Se comunque avete altre domande specifiche non esitate a postarle nel forum del sito, così serviranno anche ad altri. Per chi legge invece queste righe su Facebook vi invito a venirmi a trovare su&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;a class="style_3" href="http://www.vitainaustralia.it/" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; text-decoration: underline;" title="http://www.vitainaustralia.it"&gt;www.vitainaustralia.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; line-height: 18px; opacity: 1;"&gt;. Ci aggiorniamo presto..... torno a fare un po’ di scatole.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; font-style: normal; font-weight: 400; opacity: 1;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-7220358099004875441?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/7220358099004875441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/01/preparativi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/7220358099004875441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/7220358099004875441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/01/preparativi.html' title='Preparativi'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6WUDBGguI/AAAAAAAAAKI/GAu4BJROS38/s72-c/biglietto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-5802263610110493201</id><published>2009-01-06T20:33:00.000+10:30</published><updated>2010-09-26T10:12:04.431+09:30</updated><title type='text'>Aggiornamento blog</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;In realtà un po' come tutto il sito in questi giorni. Abbiate pazienza se troverete delle imperfezioni ma sto trasferendo tutto l'intero blog su questa nuova piattaforma e sicuramente qualche tabulazione non sarà riconosciuta. Pensavo di aver finito invece ho ancora molto lavoro per importare qua dentro il diario di due anni di vita. Tra le tante cose mi ha fatto molto effetto rileggere alcune righe mentre le trasferivo nel sito. Credo che piano piano in questi giorni me lo rileggerò tutto. Mi fa bene rivivere le emozioni passate, belle o brutte che siano. Mi serve anche per non ricommettere gli stessi errori. Ma di questo parleremo nei primi post seri di questa nuova avventura che sta per cominciare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-5802263610110493201?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/5802263610110493201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/01/aggiornamento-blog.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5802263610110493201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5802263610110493201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2009/01/aggiornamento-blog.html' title='Aggiornamento blog'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-2711158283172165123</id><published>2007-09-30T22:59:00.001+09:30</published><updated>2010-09-26T10:18:25.706+09:30</updated><title type='text'>Auguri Diego !</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6XL_LVWjI/AAAAAAAAAKM/NQxfD68ibv0/s1600/shapeimage_1_1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="152" src="http://2.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6XL_LVWjI/AAAAAAAAAKM/NQxfD68ibv0/s320/shapeimage_1_1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La torta di compleanno di Diego con uno dei suoi personaggi preferiti&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E così anche la festa è andata. Finita. Ma che festa. I miei suoceri sono stati eccezionali e hanno preparato una gran cosa. Sembrava un secondo battesimo ed è venuta un sacco di gente. Anche i miei amici, Andrea e Claudio, che all’inizio sembrava disertassero alla fine sono venuti. Insomma, tutto veramente bello. Eravamo in giardino, a casa dei genitori di Ori, che per l’occasione è stato completamente rinnovato con una gran veranda che copriva tutto quanto. Elisabetta e le sue amiche hanno preparato di tutto. C’erano tantissime cosa da mangiare. Sono venuti anche i soci di Cibo, Claudio (naturalmente), Angelo e Roberto. C’erano tutti quanti insomma, tutti i personaggi che si sono alternati nella mia vita di questi ultimi 2 anni. In realtà abbiamo fatto anche un altro pranzo, venerdì, con tutti i colleghi della pasticceria e tutti i soci di Cibo. Giorni davvero intensi, ricchi di emozioni, da far girare la testa. E’ difficile fare ordine in questo momento. E’ difficile farlo nella mia testa e soprattutto in casa nostra. Ci sono ancora molte cose da portare fuori e domani sarà l’ultimo giorno utile. Gran giornata sarà. Nella mia casella di posta è già arrivato il consueto messaggio della Cathay che mi ricorda l’itinerario del mio imminente viaggio. Ci siamo. Martedì mattina il gran momento. Verranno tutti all’aeroporto, nonostante Orietta abbia chiesto di non farlo vista la particolarità del momento. So cosa l’aspetta poverina. Conosco molto bene quel dolore, quelle lacrime senza fine che sembrano non farti respirare da quanto scendono intensamente. E’ inutile. In questo momento non riesco a godermi il mio ritorno. So che riuscirò a farlo tra poche ore ma per adesso non posso che condividere e rispettare il dolore di questa gente. Che è forte. Ma siamo pronti. Nonostante tutto lo siamo. Ci aspetta un’altra vita. Non vediamo l’ora di chiudere questo capitolo per cominciare subito quello nuovo. Oltre 21 ore di volo ci separano dalla mia terra. Tanti i progetti, gli impegni, le cose e il lavoro da fare. Due giorni fa abbiamo portato la tv lcd e tutte le mie cose elettroniche alla compagnia che effettuerà la spedizione. Martedì, dopo la nostra partenza, mio suocero porterà il resto. Mercoledì il nostro bacale verrà imbarcato e tra 50 giorni potremo riavere tutto al porto di Ancona per il prezzo di soli 500 dollari (300 euro). Il prezzo è basso e il tempo è lungo perchè la spedizione è di favore, una sorta di passaggio che danno al nostro bancale di roba. Il mio Imac 20” provo a portarlo in aeroporto. Lo manderò giù al check-in, pagando quello che dovrò pagare per i 15 chili in più che ci ritroveremo. Ho provato a mandarlo in via ordinaria tramite le poste australiane ma mi costava oltre 100 euro, più che pagare la tassa alla compagnia aerea. Speriamo non facciano storie. Soprattutto speriamo non le faccia l’Alitalia per il volo Fiumicino-Firenze quando si ritroveranno i miei bagagli da imbarcare. Vedremo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nella sezione album trovate le poche foto della festa di oggi (le vedete anche sotto questo post).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sono stanco e vado a dormire. Domani giornatina pesante.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Faccio sogni brutti di incidenti aerei da due settimane, come ogni volta che devo volare. Non so perchè ma non mi frega niente di me. Sono molto preoccupato per il nostro piccolino. Se potete e se credete, per favore, fate una preghierina per lui che lo accompagni nel volo.... solo per lui :-)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-2711158283172165123?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/2711158283172165123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2007/09/la-torta-di-compleanno-di-diego-con-uno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2711158283172165123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/2711158283172165123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2007/09/la-torta-di-compleanno-di-diego-con-uno.html' title='Auguri Diego !'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6XL_LVWjI/AAAAAAAAAKM/NQxfD68ibv0/s72-c/shapeimage_1_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-8472756312781623009</id><published>2007-09-22T23:20:00.006+09:30</published><updated>2010-09-26T10:17:47.914+09:30</updated><title type='text'>Football: Port Adelaide nella Grand Final</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6X_sew_GI/AAAAAAAAAKQ/T3UgHOyQDUA/s1600/shapeimage_1_1-1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6X_sew_GI/AAAAAAAAAKQ/T3UgHOyQDUA/s1600/shapeimage_1_1-1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Uno dei protagonisti della partita di oggi&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="paragraph paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; position: relative; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; line-height: 21px; opacity: 1;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Stabiliamolo subito. Io non ho mai seguito lo sport più popolare d’Australia, ovvero il football. Certo è che dopo questo pomeriggio l’occhiolino comincio a buttarcelo. La seconda squadra di Adelaide (nella massima serie australiana, AFL, ce ne sono due), ovvero il PORT ADELAIDE, ha letteralmente stracciato i KANGAROOS in una bellissima partita all’AAMI stadium, dove ho visto il concerto degli U2 tempo fa e che vedete in foto appena qui a lato, valevole per la semifinale del campionato 2007. Il football australiano è una via di mezzo tra il rugby che conosciamo noi e il football americano. Possiede delle regole tutte sue e per questo motivo rimane sempre abbastanza isolato dal resto delle competizioni da questa parte del pianeta. E’ co&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="tinyText style_SkipStroke_1 inline-block stroke_0" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; clear: left; display: inline-block; float: left; height: 196px; line-height: 1px; margin-bottom: 7px; margin-left: 1px; margin-right: 7px; margin-top: 7px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; position: relative; vertical-align: baseline; width: 262px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/CIMG1011.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; height: 196px; width: 262px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 194px; left: -1px; position: absolute; top: 1px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_1.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: -1px; position: absolute; top: -1px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_2.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: 1px; position: absolute; top: -1px; width: 260px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_3.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: 261px; position: absolute; top: -1px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_4.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 194px; left: 261px; position: absolute; top: 1px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_5.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: 261px; position: absolute; top: 195px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_6.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: 1px; position: absolute; top: 195px; width: 260px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_7.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: -1px; position: absolute; top: 195px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; line-height: 21px; opacity: 1;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;munque molto sentito in città anche perchè le due squadre presenti hanno sempre occupato i primi posti della classifica della AFL. Ci sono gli Adelaide Crows (forse quelli che mi sentirei di tifare) e i Port Adelaide, che prendono il nome dalla zona portuale della città dove è nato il team. Diciamo che è un po’ come se fossero il Genoa e la Sampdoria. I Crows purtroppo quest’anno non sono andati oltre la prima fase delle finali e hanno finito la stagione all’ottavo posto. Da sottolineare che gli Adelaide Crows hanno il maggior numero di abbonati dell’intero campionato con quasi 51.000 presenze ad ogni partita casalinga (praticamente l’intera capienza dell’AAMI stadium). L’AFL segue l’evoluzione stagionale che ha anche il nostro basket. C’è una stagione regolare con classifica al termine della quale cominciano i play off (un mini torneo tra le prime della classe con grande finale al termine della stagione). Avviene un po’ come per il Superball negli Usa. La GRAND FINAL ci sarà sabato prossimo e il Port Adelaide, stracciando oggi i Kangaroos, hanno avuto il diritto di accesso per giocarsi la coppa contro il Geelong, una squadra ammazzacampionato (ha vinto tutte le partite tranne una persa proprio con il Port Adelaide) che prende il nome dalla cittadina del Victoria a 75 chilometri a sud di Melbourne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; position: relative; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; line-height: 21px; opacity: 1;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La finalissima verrà giocata come ogni anno al Melbourne Cricket Ground (che vedete in foto qui a fianco), uno strepitoso impianto da quasi 100.000 spettatori. E’ proprio a Melbourne che è nato questo sport e sono di questa città ben 9 squ&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="tinyText style_SkipStroke_1 inline-block stroke_1" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; clear: left; display: inline-block; float: left; height: 136px; line-height: 1px; margin-bottom: 7px; margin-left: 1px; margin-right: 7px; margin-top: 7px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; position: relative; vertical-align: baseline; width: 300px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/300px-MCG_August_2007.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; height: 136px; width: 300px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_8.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 134px; left: -1px; position: absolute; top: 1px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_9.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: -1px; position: absolute; top: -1px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_10.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: 1px; position: absolute; top: -1px; width: 298px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_11.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: 299px; position: absolute; top: -1px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_12.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 134px; left: 299px; position: absolute; top: 1px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_13.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: 299px; position: absolute; top: 135px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_14.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: 1px; position: absolute; top: 135px; width: 298px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2007/9/22_Football%3A_Port_Adelaide_nella_Grand_Final_%21_files/stroke_15.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 2px; left: -1px; position: absolute; top: 135px; width: 2px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; line-height: 21px; opacity: 1;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;adre del campionato, due di Adelaide, una di Sydney, una di Brisbane, un’altra è appunto il Geelong sempre nel Victoria e due sono di Perth. Diciamo subito che agli abitanti di Melbourne non va molto giù l’idea di non avere almeno una delle loro 9 squadre nella Grand Final ma dopotutto è il secondo anno di fila che accade (lo scorso anno la finale fu disputata tra Sydney e West Coast di Perth vinta per un punto proprio da questi ultimi). Il football come dicevo è lo sport invernale più seguito. Specifico la stagione perchè d’estate il re assoluto è il tanto amato-odiato Cricket (una “palla” mostruosa che fa addormentare alcuni e appassionare altri).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; line-height: 21px; opacity: 1;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Proprio a causa di questa partita oggi in giro per la città c’era davvero poca gente nonostante la bellissima giornata di sole con 26 gradi di temperatura.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; line-height: 21px; opacity: 1;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Mancano 10 giorni alla partenza. Oggi in giro in scooter assaporavo gli odori dei fiori che si sentono anche da noi a primavera. Era bellissimo. Girovagavo tornando a casa cercando di carpire ogni particolare di quello che stavo percependo consapevole di farlo per una delle ultime volte. Un po’ di tristezza e malinconia c’è sicuramente. Come è presente il rimpianto, fino ad ora, di non aver visto la vera Australia. Poi però mi tiro su, pensando soprattutto che abbiamo casa quaggiù, abbiamo la residenza, abbiamo parte della famiglia. Insomma. Una parte della nostra vita rimarrà per sempre in Australia indipendentemente da quello che ci riserverà il futuro. Più ci staremo lontani e più significa che le cose staranno andando bene in Italia. Questo mi consola indubbiamente. Tante persone vogliono i miei contatti al bar e questo mi fa pensare di aver diverse conoscenze in città che vorrò coltivare anche da lontano se possibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; line-height: 21px; opacity: 1;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Alcuni mi chiedono le sorti del sito. Come ho già detto è chiaro che Vita In Australia verrà per lo meno messo in uno stato di sospensione con la continuazione del solo blog. I contenuti del sito cambieranno in base alle mie esperienze italiane ma esiste la possibilità concreta che rimanga in standby per lasciare spazio al mio diario.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_2" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="style_2" style="color: black; line-height: 21px; opacity: 1;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Vi terrò aggiornati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-8472756312781623009?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/8472756312781623009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2007/09/football-port-adelaide-nella-grand.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/8472756312781623009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/8472756312781623009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2007/09/football-port-adelaide-nella-grand.html' title='Football: Port Adelaide nella Grand Final'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6X_sew_GI/AAAAAAAAAKQ/T3UgHOyQDUA/s72-c/shapeimage_1_1-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-123954100845577061</id><published>2007-09-20T22:22:00.000+09:30</published><updated>2010-09-26T10:20:08.634+09:30</updated><title type='text'>Italy is everywhere e "i figli di ... "</title><content type='html'>&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0pt; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Già. Da questa settimana abbiamo cominciato ad impacchettare la nostra roba. In realtà il grosso lo sta facendo Orietta poverina, come se non bastasse il suo lavoro e un bimbo piccolo a cui badare. Ammetto che non la sto aiutando molto. E mi dispiace. Il problema è che quando sono a casa dal lavoro passo sempre il tempo con Diego anche perchè mentre impacchettiamo qualcuno che lo tenga occupato ci deve pur essere, altrimenti quello sai i casini che fa ? Ieri poi ci ha chiamato l’agenzia immobiliare dicendoci che oggi avrebbe portato 6 persone interessate a prendere in affitto la casa. Così a tempo di record Orietta ha tolto i pacchi di mezzo e ha messo a lucido tutto quanto. Abbiamo anche chiamato una ditta per tagliare l’erba in giardino visto che era da tempo che non lo facevamo. Quando è arrivata la ragazza dell’agenzia ci ha fatto i complimenti perchè la casa era veramente carina e secondo lei non avremmo avuto problemi a trovare qualcuno. Alle 17 siamo usciti per una mezzoretta perchè quando le persone visitano le case non devono mai trovarci i proprietari all’interno. Pensa a tutto l’agenzia. Noi non incontriamo mai gli inquilini e ogni tre mesi l’agenzia effettua un sopralluogo per vedere che la casa sia sempre nello stato in cui l’abbiamo lasciata. Quando siamo tornati la ragazza ci ha comunicato che una persona era particolarmente contenta e che domani probabilmente tornerà con la moglie per farla vedere anche a lei. Insomma. Forse ci siamo. E meno male dico io. Tra tre annunci che avevamo messo (casa, moto e macchina) ancora non ci aveva chiamato nessuno. A questo punto pensiamo che l’affitto di casa sia il più importante di tutti. La moto e la macchina possono aspettare. Alla fine l’agenzia ci ha detto che possiamo affittare casa a 260 dollari la settimana (con i mobili anche di più) che sono quasi 650 euro al mese. Ci siamo quindi. La casa comincia già ad avere un aspetto diverso senza la nostra roba. In questo momento ad esempio mi trovo in ufficio e mentre scrivo i tasti della tastiera fanno l’eco per quanto è vuota la stanza.... e mi rende triste un pochetto. Lo so. L’ho desiderato così tanto tornare in Italia e mi fa piacere ancora. Ma alla casa ero davvero affezionato. Ci è nato Diego, c’ho vissuto una miriade di emozioni qua dentro e la sentivo molto “mia”. Ok. Non la vendiamo fortunatamente, la diamo solo in affitto. Ma il pensiero che degli estranei possano usare i miei mobili, o la mia cucina, o le mie scale, o il mio giardino, non mi piace per niente :-( Poi mi metto a pensare. A ieri sera ad esempio. A quanto mi giravano i coglioni perchè stavo lavorando in pasticceria. E perchè mi accorgevo dei madornali e grossolani errori che commettevano altre persone. Ripensavo così alle numerose volte che ho risolto le magagne di altri senza MAI avere anche un minino riconoscimento verbale, che so, un semplice grazie sarebbe bastato. L’esperienza della pasticceria è stata devastante per me e se non me ne fossi andato credo sarei sbroccato alla grande con qualcuno entro pochissimi giorni. Lo dico sinceramente. Ne ho piene le palle di CIBO. Soprattutto dei soci. Che non hanno MAI voluto riconoscere l’aiuto che sia io che Orietta gli davamo nel corso di questi mesi. Forse erano intimoriti da me. Forse qualcuno si è accorto che a me non bastava più impacchettare la roba per i negozi. Io stavo cominciando a capire certi meccanismi SBAGLIATI all’interno. Ma questo ha colpito nell’orgoglio più di una persona. Già. Questo cazzone di italiano che pretende adesso ? Di venirci a insegnare a noi ? Il problema è che secondo me i 4 ragazzi sono sempre stati prevenuti verso di me. Un po’ come TUTTI i figli di italiani che ho incontrato. Ma questa è una storia particolare, triste, che ha bisogno di riflessioni profonde. Proviamo un attimo ? Dunque.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Se verrete a vivere in Australia, dico per un bel po’ di tempo come ho fatto io, vi accorgerete che man mano entrerete nella vita di questo paese i più grossi contrasti non arriveranno dagli australiani (che sono di base persone molto cordiali e disponibili, con “australiani” poi intendo quei pochi nati qui da genitori nati sempre in Australia) ma dai figli di italiani, che come ho già raccontato in un post qualche mese fa, si sentono figli di nessuno (geograficamente e culturalmente parlando) e riversano questo sentimento di frustrazione sugli italiani “veri” trasformandolo in una sorta di acidità e forte rancore. Gente nata da italiani si, ma non vissuti in Italia per trarne le influenze necessarie a definirsi tali. Insomma. Non sei italiano perchè sei nato in Australia ed è la società che ti “forma” e non la famiglia, e la società in questione (Australia) è un ibrido, un miscuglio incredibile di razze provenienti da ogni parte del globo da non riuscire a creare una vera, distinta e precisa identità culturale. Non so se mi spiego. Anche volendo è impossibile tirare una linea definita. Gli australiani chi sono ? Che abitudini hanno ? A quale religione appartengono ? Cosa fanno per le feste ? E le loro tradizioni ? Per rispondere a queste domande dobbiamo necessariamente capire le loro origini. Provate ad andare in giro a chiedere da dove vengono i genitori delle persone sui 30 anni come me. Nessuno o quasi vi dirà che i loro genitori sono nati in Australia. Quando vedete una bella ragazza bionda classica australiana (?) in realtà, molto probabilmente, lei vi dirà che i suoi sono tedeschi emigrati in Australia, o olandesi, o russi. Se trovate una mora forse vi dirà che i suoi sono greci, o italiani. Ma nessuno sarà in grado di affermare di essere australiano da più di UNA SOLA generazione (aborigeni a parte, che ormai sono ghettizzati in quelle terre radioattive e inquinate che qualche “figlio di” immigrato gli ha restituito chiedendo pure scusa in un giorno di festa nazionale). Capite ? E allora. Quando noi affermiamo, fieri, di essere italiani lo si fa pensando a MILIONI di elementi che il nostro paese ha ESPLOSO nel mondo nel corso della storia. Elementi positivi (e non) che hanno influenzato la popolazione della terra sotto diversi punti di vista. Ed è inutile, ma inconsciamente quando sventoliamo il tricolore dopo aver vinto un mondiale di calcio non lo facciamo perchè fieri di aver giocato meglio degli altri. Ma perchè “l’esplosione” continua. E’ la nostra cultura che si sparge per il globo, il nostro nome, il nostro brand, la nostra immagine e anche la nostra storia. Ora che il mondo credo di averlo girato (in una piccola parte fisicamente, ma stando in Australia ho conosciuto gente di tutte le razze possibili e immaginabili credetemi) posso comprendere quanto questa ESPLOSIONE CULTURALE sia OVUNQUE. Mammamia se lo è. Italy is everywhere signori miei. Molto di più di quello che ci raccontano in Italia. Molto di più. E quindi.&amp;nbsp; Quale bandiera sventolano, fieri, i figli degli italiani che sono nati in Australia durante un mondiale di calcio ? Quella italiana ? Con il suo significato, la sua storia bla bla bla sapendo di non avere a che fare NIENTE con quello che rappresenta o quella australiana che forse dovrebbe appartenergli di più ma che alla fine non li appassiona proprio perchè quel “FIGLI DI” è sempre tanto presente quanto ingombrante ?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 21px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Amici. Io che mi sento parte del paese da cui provengo, io che l’ho vissuto, intensamente, io che lo rappresento, io che lo valorizzo, che lo amo e lo odio appassionatamente posso percepire fino in fondo il “limbo culturale” in cui vivono i “figli di” in Australia. Alle volte si è italiani, altre australiani, a seconda di cosa convenga al momento. Ma il marchio, indelebile, del paese di origine, quello che ti infiamma e ti rende fiero, nel bene e nel male, ecco, quello loro non lo hanno mai posseduto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-123954100845577061?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/123954100845577061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2007/09/italy-is-everywhere-e-i-figli-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/123954100845577061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/123954100845577061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2007/09/italy-is-everywhere-e-i-figli-di.html' title='Italy is everywhere e &quot;i figli di ... &quot;'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-5647332553688346370</id><published>2007-09-17T00:42:00.000+09:30</published><updated>2010-09-26T10:26:54.917+09:30</updated><title type='text'>L'Italia in prima serata su Channel 7</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ieri sera, sabato 15 settembre, Channel 7 ha trasmesso una puntata speciale di THE GREAT OUTDOORS completamente dedicata al nostro paese. Non potevo perdermela. Così ho acceso il Mac e me la sono registrata in digitale nel computer. Naturalmente il regalo è anche per voi visto che l’ho editata e inserita prontamente sul mio canale di You Tube. La trovate nella sezione AUSTRALIAN TV del sito raggiungibile nel menù principale a sinistra nella Home Page (divisa in 6 parti). In questa sezione, come tutti i file di YouTube, è in bassa qualità per renderla accessibile a tutti. Se volete godervela in Hi Resolution potete trovare i video in questa codifica nella sezione ALBUM (per adesso solo le prime due parti ma entro un paio di giorni troverete tutti e SEI i file). Si chiamano ITALY SPECIAL. La prima parte è quella che trovate in alto a questo articolo. Per vedere la trasmissione in alta risoluzione dovete avere necessariamente una buona ADSL (lo streaming è a 1Mbps). Ho pensato di rendervi partecipi di come la gente all’estero vede il nostro paese. Purtroppo i luoghi comuni si sprecano e molti storceranno il naso (o le orecchie ?). Non ci possiamo fare niente. L’immagine dello stivale è sì molto alta nel mondo ma come noterete certe etichette ormai non ce le toglierà mai più nessuno. Comunque le immagini sono davvero belle e ben definite e vi consiglio altamente il video nella versione Hi Resolution. Fatemi sapere.&lt;object width="450" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xocK9-RuqAI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/xocK9-RuqAI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-5647332553688346370?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/5647332553688346370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/litalia-in-prima-serata-su-channel-7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5647332553688346370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5647332553688346370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2010/09/litalia-in-prima-serata-su-channel-7.html' title='L&apos;Italia in prima serata su Channel 7'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-5699251540082174093</id><published>2007-09-13T21:11:00.001+09:30</published><updated>2010-09-26T10:32:25.778+09:30</updated><title type='text'>Tempesta in arrivo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6bYrmjqgI/AAAAAAAAAKU/Kl1OWsWNKGc/s1600/shapeimage_1_1-2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6bYrmjqgI/AAAAAAAAAKU/Kl1OWsWNKGc/s1600/shapeimage_1_1-2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Nel senso che la notte che sta per arrivare dicono sarà illuminata a giorno dai fulmini che riempiranno il cielo. Accanto vi riporto la pagina del quotidiano ON LINE del South Australia presa in questo momento. Certo che se pubblicano un warning weather in prima pagina mi immagino cosa dovrà accadere. Ve lo racconterò domani. Oggi siamo abbastanza sconvolti. Non vi ho raccontato una cosa avvenuta martedì scorso che ci ha abbastanza traumatizzati. Mentre eravamo in auto per andare a riprendere il mio scooter in officina siamo passati accanto ad un brutto incidente stradale appena avvenuto (non c’era ancora né l’ambulanza né la polizia). Una ragazzina di 15/16 anni era riversa a terra priva di conoscenza con un grosso ematoma sulla fronte e molte persone sconvolte attorno a lei. Stava tornando da scuola ed era appena scesa dal bus. Mentre l’autobus era ancora fermo alla fermata lei è passata davanti per attraversare la strada ma logicamente il veicolo impediva lei di vedere che un grosso camion stava sorpassando proprio il bus. L’ha presa in pieno, non le è passato sopra ma l’ha comunque scaraventata a terra abbastanza per mandarla in fin di vita in coma all’ospedale (questo abbiamo saputo oggi). Non potrò mai dimenticare il suo viso che ho chiaramente visto dalla macchina e i suoi occhi chiusi. Mille pensieri mi sono passati per la testa (ed è inevitabile quando hai un bimbo anche tu). Non faccio altro che pensare a lei, e sia io che Orietta sentiamo tanto il desiderio di andarla a trovare per sapere quali sono effettivamente le sue condizioni. Sappiamo che è assurdo ma siamo a pezzi. Poveri i suoi genitori, la sua famiglia. Dicono che se sopravvive ci sono molte possibilità che subisca danni cerebrali. Ricordo la sua divisa di scuola, il suo zaino. Oggetti che testimoniano un giorno normale, come tanti, finito in tragedia per una cazzata. Non dimenticate mai quanto è preziosa la vostra vita. Mai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-5699251540082174093?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/5699251540082174093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2007/09/tempesta-in-arrivo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5699251540082174093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5699251540082174093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2007/09/tempesta-in-arrivo.html' title='Tempesta in arrivo'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJ6bYrmjqgI/AAAAAAAAAKU/Kl1OWsWNKGc/s72-c/shapeimage_1_1-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-1167824213117132295</id><published>2006-02-08T15:47:00.008+10:30</published><updated>2010-09-24T10:36:19.765+09:30</updated><title type='text'>Altra escursione romagnola</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, serif; font-size: small; line-height: 20px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: none; color: #333333; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2736/1664/1600/IMG_0038.jpg" style="color: #3366aa; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2736/1664/200/IMG_0038.jpg" style="border-bottom-color: rgb(204, 221, 238); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-left-color: rgb(204, 221, 238); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 221, 238); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 221, 238); border-top-style: solid; border-top-width: 1px; cursor: pointer; float: left; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; margin-top: 0px; padding-bottom: 4px; padding-left: 4px; padding-right: 4px; padding-top: 4px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-size: small; line-height: 20px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Saluto subito Iuri (nella foto) e Mario ... siete dei bastardi, oggi non siete passati :-) Sono i due ragazzi che hanno realizzato lo splendido sito di Marco Corona, se vi serve qualcuno bravo per il vostro contattateli... sono cari eh .. ma bravi :-)&lt;br /&gt;Torniamo a me: Dio bono che roba la sveglia presto la mattina. In questi giorni che vado a Rimini in treno mi sembra di essere tornato ai tempi della scuola. Per noi gente di montagna la sveglia era presto per poter prendere il treno che ci portava in città :-) Comunque ringrazio ufficialmente Marco (Corona) che mi ha dato una grossa mano portandomi in diversi posti con la sua auto, la mia è ancora a pezzi ... spero giovedì riescano a darmela. Anche oggi sono riuscito a risolvere diverse situazioni spinose... Mammamia.... sapeste quanto è difficile chiudere un’attività .... molto più che aprirla. Non ce la faccio più. La cosa bella è che sono stato da Francesca, in agenzia, a prendere i biglietti per il viaggio. CHE BELLO !!! Devo solo prenotare l’albergo ad Hong Kong e tutto è pronto. Ho già prenotato il treno per andare a Roma lunedì. Volete l’itinerario ? Evvai allora:&lt;br /&gt;partenza da Firenze con l’Eurostar alle 6.40. A Roma prendo il trenino per l’aeroporto dove dovrò essere per le 10. Chek in e imbarco alle 11.50. Partenza alle 12.25. Arrivo a Hong Kong la mattina dopo alle 7. Trasferimento in albergo. Riparto la sera alle 23.40 e arrivo ad Adelaide alle 10.30 di mercoledì. All’aeroporto ci sarà Orietta che mi porterà alla nostra casina ... già pronta... che poi è la stessa dove abbiamo ospitato per il matrimonio Barbara, Federico e la Martina. Appena arrivo giuro che faccio le foto e ve le mostro sul sito. E’ carina, una villetta con giardino grande per far le feste a base di ciccia e vino rosso :-) due camere, il soggiorno, la cucina grande, ingresso pure, garage e parquet dappertutto, insomma, la vedrete :-) La zona è quella di Norwood, una delle più vive della città, un sacco di parchi nei dintorni, scuole e tranquillità. Nel mezzo del quartiere passa la Parade, la strada più importante con localini, cinema e ristoranti. Tranqulli, avrete un report dettagliato già dal primo giorno... giuro.&lt;br /&gt;Ok, adesso stacco per vedermi le Iene. Domani sarò in tribunale a fare i documenti per avere la residenza ad Adelaide che mi permetterà di avere diverse agevolazioni.&lt;br /&gt;Chiudo salutando un amico che ho sentito stasera, Matteo, come sempre un gran piacere ritrovarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao e a domani.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-1167824213117132295?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/1167824213117132295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/altra-escursione-romagnola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/1167824213117132295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/1167824213117132295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/altra-escursione-romagnola.html' title='Altra escursione romagnola'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-7285706860268578577</id><published>2006-02-07T10:21:00.002+10:30</published><updated>2010-09-24T12:21:03.621+09:30</updated><title type='text'>Grazie ad un amico sincero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small; line-height: 20px;"&gt;Oggi leggevo il blog di Marco Corona. Vado spesso nel suo sito e devo essere sincero: è stato il suo blog a farmi venire voglia di farne uno anch’io. Ho letto cosa ha scritto e mi sono commosso. In questi giorni dove ho sentito di molte malignità ho letto finalmente parole splendide dette da chi le stava tirando fuori dal cuore. Non è facile percepire sensazioni del genere. Ti ringrazio Marco. Ne approfitto anch’io per anticipare quello che avrei comunque voluto scrivere in settimana. Si, ci conosciamo dal tanti anni ... dal settembre del 1996 per l’esattezza, ovvero quando dalla radio locale di Firenze dove lavoravo mandai un provino a Veronica Hitradio. Mi presero, e il primo che mi spiegò come leggere le scalette di selector fosti tu. Madonna quanti programmi fatti insieme... quanti creati per la sola passione che avevano per questo lavoro. Mi ricordo un episodio in particolare che riassume la più bella esperienza radiofonica mai provata. Ero arrivato da pochissimo. La radio organizzò una cena sulle colline di Pesaro.... dalla Maria esattamente, a Novilara. C’era tutta la radio.... credo che mai più in nessun altra occasione si è ripetuta una riunion del genere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 20px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;C’erano le impiegate ... Mara e Serena, gli speaker, Io, Marco, Edo Bacci, Laura Trebbi, Massimo Bernardi, Brunella Ugolini, Alex Marcovic, Lucia Spadaccino (arrivata nel mio stesso mese), Luigi Pansino, c’era Luca Domenicucci, naturalmente non mancava l’editore Roberto Sabatini, gli agenti pubblicitari .... TUTTA LA RADIO.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un’atmosfera incredibile ... un sacco di professionisti che mi trasmisero una sensazione d’affiatamento mai più ritrovata.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo la cena eravamo abbastanza brilli e qualcuno propose di passare dalla radio ... improvvisando una serata speciale decidemmo di aprire il microfono e di sparare due cazzate in onda ... TUTTI. Fu incredibile. Un sacco di gente che sentiva la nostra allegria e ci chiamava in diretta. Per la prima volta Veronica era in onda in voce in orario notturno. Vista l’atmosfera alcuni temerari decisero di andare avanti fino alle 7 del mattino: io ed Alex Marcovic. Attendemmo Edo che alle 7 apriva la giornata. Da quella notte nacque il By Night in versione Talk Radio... ovvero fatto di programmi in diretta fino a mezzanotte con argomenti diversi trattati con gli ascoltatori. Rimane tutt’ora il più bel programma che abbia mai realizzato e condotto. Il successo di questa tipologia di trasmissione aprì le porte ad altre splendide iniziative portate avanti da Marco ... come ad esempio la lunga diretta che realizzammo io, Marco, Lorenzo Visi e l’allora appena arrivato Michele Panzieri per seguire la notte degli Oscar... anche in quel caso fino alle 7 del mattino. O la radiocronaca delle partite dell’Italia agli europei in Olanda. Ma la più bella iniziativa esterna, come ha ricordato lo stesso Marco nel suo blog, rimarrà sempre il I’Tim Tour a San Benedetto e a Rimini (la foto si riferisce proprio a questo, ma se volete vedere uno spezzone di filmato cliccate QUI). Più di 10mila persone a saltare con la nostra musica. Fantastico. E se qualcuno si chiedesse quanto la radio ci pagava per stare in piazza dalle 14 alle 23 per due giorni di fila io rispondo .... NIENTE ! Già, proprio così. La cosa che accomuna me e Marco sono anche i bocconi amari che abbiamo dovuto mandare giù in più di un’occasione. Quando fai questo lavoro purtroppo devi mettere da parte i soldini perchè molto spesso non vanno d’accordo con il mondo radiofonico. Solo se riesci ad arrivare o a Roma o a Milano vieni in qualche modo ripagato dei sacrifici fatti. Io l’ho fatto con Dimensione Suono Roma e Marco lo sta meritando adesso con la radio più importante in Italia: Radio Deejay. Ho sempre saputo che quello sarebbe stato il suo premio. Ma ti rendi conto dove sei ciccio ? Maremma .... l’altro giorno ho visto lo speciale del Trio Medusa sul mitico giovedì che hanno organizzato ... un filmato lunghissimo che documentava la giornata di Deejay... e c’eri anche tu Marco ....&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che dire amico mio, come dimenticare quel 28 febbraio 1999 quando ho fatto da testimone al tuo matrimonio... ricordo con una gioia immensa quella giornata... c’era tutta la radio anche in quell’occasione.... ed erano ottimi colleghi anche quelli di allora. Peccato che le cose siano cambiate. Sentendo Veronica adesso mi viene da piangere per cosa c’è in onda...&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io Marco ti auguro di prendere il più possibile da quello che stai vivendo, mi auguro di vederti presto in tv. Occhio agli squali e vai avanti con la solita passione che hai sempre messo nel tuo lavoro.... ti premierà SEMPRE.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A presto.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-7285706860268578577?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/7285706860268578577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/grazie-ad-un-amico-sincero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/7285706860268578577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/7285706860268578577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/grazie-ad-un-amico-sincero.html' title='Grazie ad un amico sincero'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-6909404680010637077</id><published>2006-02-06T18:59:00.000+10:30</published><updated>2010-09-24T10:52:05.391+09:30</updated><title type='text'>Saluti ai parenti</title><content type='html'>&lt;div class="paragraph paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; padding-bottom: 0px; padding-top: 0pt; position: relative; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;div class="tinyText style_SkipStroke_1 inline-block stroke_0" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; clear: left; display: inline-block; float: left; height: 150px; line-height: 1px; margin-bottom: 14px; margin-left: 8px; margin-right: 14px; margin-top: 14px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; position: relative; vertical-align: baseline; width: 200px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/CIMG0058.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; height: 150px; width: 200px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="left: -8px; overflow-x: visible; overflow-y: visible; position: absolute; top: -8px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_01.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 9px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 9px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_07.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 9px; left: 0px; position: absolute; top: 157px; width: 9px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_03.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 9px; left: 207px; position: absolute; top: 0px; width: 9px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_09.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 9px; left: 207px; position: absolute; top: 157px; width: 9px; z-index: auto;" /&gt;&lt;div style="height: 148px; left: 0px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; position: absolute; top: 9px; width: 9px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_04.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 115px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 9px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_04.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 115px; left: 0px; position: absolute; top: 115px; width: 9px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="height: 148px; left: 207px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; position: absolute; top: 9px; width: 9px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_06.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 115px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 9px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_06.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 115px; left: 0px; position: absolute; top: 115px; width: 9px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="height: 9px; left: 9px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; position: absolute; top: 0px; width: 198px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_02.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 9px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 158px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_02.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 9px; left: 158px; position: absolute; top: 0px; width: 158px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="height: 9px; left: 9px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; position: absolute; top: 157px; width: 198px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_08.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 9px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 158px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/6_Saluti_ai_parenti_files/Formal_inset_08.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 9px; left: 158px; position: absolute; top: 0px; width: 158px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il blog dice lunedì 6 febbraio soltanto perché sto scrivendo a mezzanotte e mezza ma in realtà per me è ancora domenica. Allora, come è andata la vostra giornata di festa ? Io odio questo giorno, o per lo meno odio passarlo senza Orietta. Credo che la domenica sia il giorno in cui si senta maggiormente la solitudine se non si ha accanto la persona che si ama. Tutti vanno a spasso con la “morosa” come direbbe Albi. Si va a fare le gite fuori porta con le coppiette amiche, oppure si va a pranzo dei genitori di lei .... insomma. Dopo la settimana di lavoro la domenica dovrebbe essere con il proprio amore. Io sono stato ad Arezzo a salutare la mì nonna :-) Naturalmente ne ho approfittato anche per salutare lo “zio Mario” e altri parenti. E’ veramente strano e pazzesco quello che mi sta accadendo. Sto salutando tutti e quando mi chiedono “quando ci rivediamo?” io non so proprio cosa dire. Ammetto che alcune volte prende l’angoscia anche a me. Se penso che tra poco mi dovrò allontanare dalla mia famiglia per molto tempo sento tutto insieme il lato negativo della faccenda. Già, non pensate che sia tutto facile. La maggior parte delle persone con cui parlo ogni giorno sogna di fare quello che sto per fare io ma vi assicuro che il pensiero di andare così lontano dai propri familiari alle volte stringe forte forte il cuore. La nonna comunque è molto più serena di mia mamma. Sarà che ha preso così tanto in simpatia Orietta che quando c’è lei di mezzo sorride sempre. E tutto per merito di quel “nonna” pronunciato da mia moglie quando si sono viste. Incredibile. Sono passato anche da mia zia Marisa, sorella di mia mamma, persona molto cara che riesce sempre a farmi sentire il suo affetto. Ogni volta che un parente oggi mi sorrideva entusiasta e mi salutava mia mamma si scuriva in volto .... e sembrava soffrire... madonna quanto soffre.... ed io me ne rendo conto. Lunedì vuole venire fino a Fiumicino ad accompagnarmi.... io non credo glielo permetterò. Ormai so cosa vuol dire accompagnare qualcuno in quel cazzo di aeroporto e tornare indietro da soli ... so cosa vuol dire ripercorrere la strada al contrario in auto senza sentire più quella cara voce che fino a pochi minuti prima era li con te. Il silenzio ti squarcia dentro ... fa male ... forte. La saluterò a Firenze, dove mi accompagnerà alla stazione. Questa è l’ultima settimana e cercherò di godermela con loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Prima di andare a nanna un piccolo saluto agli amici di Firenze che ieri sera mi hanno regalato l’ennesima serata piacevole. Pizza in via Baracca e chiacchiere infamatorie sui manifestoni di quel cretino testa di cazzo di Berlusconi. Che bello passare le serate a parlare con persone che la pensano come te. Mi domando: ma anche nelle vostre città ci sono quei manifesti giganti illuminati di Forza Italia o li hanno messi solo a Firenze per prenderci tutti per il culo ? Ma i soldi, mi domando, chi glieli ha dati ? Fanculo va. Mi chiedo chi riesce a dargli il voto a quel nano mafioso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Non è che Apple mi censura per questo ? Sai com’è... Cupertino è in California ... laggiù c’è Swarzy ... fascistone saranno sicuramente amici lui e il nano :-)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Basta va... vediamo se ci controllano in rete ... parlano tanto del grande fratello ... quello vero intendo. Proviamo: Berlusconi Coglione !!!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sta a vedere .... se domani il vostro browser vi dice SERVER NON TROVATO allora sapete cosa è accaduto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ultima cosa: vedo che è arrivato il primo messaggino rosicone nel guestbook (OroNero, almeno firmati dai visto che mi conosci così bene). Il bello è che questo è soltanto l’inizio. Man mano che molti si sentiranno toccati vedrete si faranno vivi. Un bacio lo mando anche a Sara di Pesaro alla quale dico quello che ripeto a chiunque mi stia vicino: essere amici di qualcuno significa avere rispetto delle persone che lui ama. Io e te non abbiamo mai parlato veramente a fondo ma il tuo messaggio nel guestbook stasera mi fa riflettere, mi ha dato la sensazione che tu ti senta in qualche modo tirata in ballo anche se non era mia intenzione. Forse perchè ho parlato male di Pesaro. Beh, mi spiace ma per me è solo un brutto ricordo. Ero tornato convinto che fosse la mia destinazione finale ma da quando ho aperto la mia attività sono rimasto sempre più da solo. Enrico era solo uno stronzo. Ho continuato a sentire cattiverie a tutto spiano sul mio conto che si sono moltiplicate all’ennesima potenza da quando ho deciso di sposarmi. Bleahhhh ... che schifo. Classico da cittadella provinciale. Ho saputo di persone che hanno cercato di parlare con la mia ex ragazza per capire se esisteva la possibilità di farci tornare insieme... capito ? Avevo le mie badanti, pazzesco. Persone che lavoravano dietro le mie spalle per farmi allontanare dalla tentazione australiana, il “diavoletto del deserto”. E chissà quante altre cose avranno combinato che ancora devo conoscere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Comunque se tu sei convinta di non aver mai fatto qualcosa che potesse in qualche modo ferire me o Orietta non credo ti debba sentire offesa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Notte notte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-6909404680010637077?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/6909404680010637077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/saluti-ai-parenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6909404680010637077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/6909404680010637077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/saluti-ai-parenti.html' title='Saluti ai parenti'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-5293567190307203627</id><published>2006-02-05T08:21:00.001+10:30</published><updated>2010-09-24T10:45:30.825+09:30</updated><title type='text'>L'amicizia "vera"</title><content type='html'>&lt;div class="paragraph paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; padding-bottom: 0px; padding-top: 0pt; position: relative; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;div class="tinyText style_SkipStroke_1 inline-block stroke_0" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; clear: left; display: inline-block; float: left; font-size: 1px; height: 150px; line-height: 1px; margin-bottom: 11px; margin-left: 1px; margin-right: 11px; margin-top: 7px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; position: relative; vertical-align: baseline; width: 200px;"&gt;&lt;img alt="" src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/sfera.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; height: 150px; width: 200px;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="left: -1px; overflow-x: visible; overflow-y: visible; position: absolute; top: -1px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_01.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 5px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 5px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_07.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 6px; left: 0px; position: absolute; top: 150px; width: 5px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_03.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 5px; left: 200px; position: absolute; top: 0px; width: 6px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_09.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 6px; left: 200px; position: absolute; top: 150px; width: 6px; z-index: auto;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="height: 145px; left: 0px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; position: absolute; top: 5px; width: 5px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_04.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 71px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 5px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_04.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 71px; left: 0px; position: absolute; top: 71px; width: 5px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_04.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 71px; left: 0px; position: absolute; top: 142px; width: 5px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="height: 145px; left: 200px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; position: absolute; top: 5px; width: 6px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_06.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 71px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 6px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_06.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 71px; left: 0px; position: absolute; top: 71px; width: 6px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_06.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 71px; left: 0px; position: absolute; top: 142px; width: 6px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="height: 5px; left: 5px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; position: absolute; top: 0px; width: 195px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_02.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 5px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 115px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_02.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 5px; left: 115px; position: absolute; top: 0px; width: 115px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="height: 6px; left: 5px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; position: absolute; top: 150px; width: 195px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_08.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 6px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 115px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/5_L%E2%80%99amicizia_%E2%80%9Cvera%E2%80%9D_files/comic-1_08.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 6px; left: 115px; position: absolute; top: 0px; width: 115px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sabato dedicato al relax e alla preparazione di alcune cose per l’Australia. Mi sono alzato tardino, verso le 10, non mi capitava da moltissimo tempo. Ormai da quando avevo il negozio tra impegni e preoccupazioni non riuscivo mai a stare a letto più delle 8 della mattina. Sarà che stanotte ho fatto tardi al sito :-) A proposito: per i miei amici “volatili” ho finalmente aperto la sezione dedicata al volo con le prime foto (ma ne ho tante altre) e i primi filmati fatti durante i viaggi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Allora, sarò molto cattivo in questa pagina, ve lo anticipo. Non sarà come tutte le altre. Avevo promesso che ne avrei parlato e quindi devo togliermi questo sassolone dalla scarpa. Se non volete sentire sfoghi personali vi conviene saltare questa parte. Sarà fastidioso per alcuni entrare così intimamente nelle relazioni interpersonali mie e dei miei pseudo amici. Quindi vi anticipo che a qualcuno potrebbe dare fastidio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Prima però il lato positivo di questo sabato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Oggi è una gran bella giornata di sole a Vernio, ci sono 14 gradi. Questa sera sarò a cena a Firenze con gli amici di sempre: Cinzia, Alessandro, Giusi, Riccardo, Federico e Barbara (questi ultimi protagonisti assonnati del filmato in aereo che ho appena pubblicato). Andare da loro mi fa sempre stare molto bene, un po’ come stare a casa con la mia famiglia. Mettici pure il fatto che ho un amore morboso per tutto ciò che è fiorentino ... Che bello però, in questi ultimi giorni ho riscoperto l’amicizia sincera e incondizionata. In che senso ? Tante le persone che mi erano accanto solo perché ero quello della radio. Mia mamma, saggia donna, me lo aveva sempre detto: “quando non farai più la radio molte persone si allontaneranno”. Poveri stolti e stupidi, pensate non l’abbia capito ? (riferito a chi si definiva amico vero e che poi è sparito nel nulla). A parte i miei colleghi della radio per me Pesaro è stata una profonda delusione. Gli “amici” di là si sono dimostrati il peggio del peggio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E pensare che avevo deciso di stabilirmi per sempre da quelle parti. Pensate, ci sono persone che ritengono Orietta responsabile di avermi portato via, al punto che dopo aver visto le nostre foto di matrimonio ci hanno definito “falsi”. Che buffo però, falsi per cosa ? Secondo me ci sono in giro persone ignoranti che affibbiano aggettivi così tanto per dire qualcosa di negativo senza manco avere una logica nel farlo. Ignoranti appunto. Non ho manco ricevuto una sorta di congratulazioni. Voi direte: “ma saranno stati semplici conoscenti che commentavano superficialmente un episodio”.... seeee ... magari. Erano invece persone molto vicine a me. Persone che sono state invitate molte volte dalla mia famiglia a casa in toscana. Persone a cui ho dato la possibilità di lavorare, anche più di una volta, e che ancora stanno campando dopo che le ho sistemate IO. Perché diciamolo, quando le cose in negozio stavano cominciando ad andare male sono state le prime a cui ho pensato dandogli un altro lavoro più sicuro di quello che gli stavo dando io. Potevo fregarmene no ? Chi mi ha obbligato a fare quello che ho fatto. Potevo pensare solo a salvare me e la mia famiglia. E non ho mai sentito un solo grazie per questo gesto. E’ vero, ancora devono avere diversi soldi dalla mia attività ma dovete sapere una cosa: queste persone hanno ignorato l’invito fatto più volte a venire a prendersi i soldi direttamente in negozio. Pensavo, incontriamoci, chiariamoci, i soldi adesso ci sono, saldiamo il tutto ma per lo meno salviamo quella che credevo una amicizia di lunga data. Secondo voi, perché qualcuno dovrebbe rinunciare ad avere 2.000 euro ? Perché ? Provo a dare io una spiegazione. Forse perché questo qualcuno ha saputo che certe frasi dette da lui e da sua moglie sono come per magia arrivate a me e ad Orietta (che è stata ferita moltissimo in modo gratuito e senza motivo) e adesso si vergognano un tantino a farsi vedere in negozio al punto di rinunciare ad avere soldini che farebbero comodo a chiunque. E pensare che vanno in giro a dire “ah .. guarda, io di Enrico non voglio più saperne niente”. E perché scusa ? Cosa ti ho fatto ? Mi hai sempre detto che potevi aspettare e che per te non c’erano problemi...... e allora ? Abbiamo sempre parlato apertamente di questo, hai sempre saputo che al momento della vendita i primi erano i tuoi e adesso ci sono... ma dove sei finito ? Francesco è venuto in negozio e se li è presi, ha aspettato ma li ha presi. E tu ? Ma non è che per caso preferisci non farti sentire più e rinunciare ad avere quello che ti spetta solo per la vergogna di prendere il telefono in mano ? Bene caro mio, tanto so che vieni in questo sito ad aggiornarti su quello che faccio. Ti invito a prendere quel telefono e a chiamarmi. Porca puttana non capisco l’accanimento su mia moglie. Potevate prendervela con me ... ma Orietta, CHE CAZZO VI HA FATTO ???? Mi fermo sennò divento come voi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ecco quindi la differenza tra una coppia come i miei amici di Firenze e una come quella di Pesaro. Distinzione netta nelle sensazioni provocate. Assoluta positività da una, incredibile negatività dall’altra. Credo che abbiate inteso cosa voglio dire. Alle volte passeggiando per strada si incrociano persone, anche semplicemente sfiorandole, dalle quali si può tranquillamente percepire l’anima. Vi sembrano stronzate ? Per me non lo sono. L’anima può essere pura, limpida, splendente, chiara, profumata, serena, quieta, positiva insomma, come quella che percepisco in persone come Alberto, la sua famiglia, Cinzia e tutti gli altri di Firenze, Marco e Giada di Rimini. Ma l’anima può essere anche nera, offuscata, sfuocata, grigia, polverosa, ruvida... che quando la senti ti crea disagio, scompenso, destabilizzazione, angoscia. Ecco cosa sento sfiorando gli individui di cui sopra. E dal momento che ritengo che questo tipo di persone debba essere isolato il più possibile ignorandoli, da oggi non ne parlerò mai più. Già sfogandomi qui mi sono abbassato in qualche modo al loro livello, di conseguenza per me e per la mia famiglia da oggi diverranno il nulla più assoluto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-5293567190307203627?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/5293567190307203627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/sabato-dedicato-al-relax-e-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5293567190307203627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/5293567190307203627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/sabato-dedicato-al-relax-e-alla.html' title='L&apos;amicizia &quot;vera&quot;'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-3716416867357884839</id><published>2006-02-03T15:03:00.002+10:30</published><updated>2010-09-24T10:41:18.224+09:30</updated><title type='text'>Ancora Essedi Rimini</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJv5z7MMl1I/AAAAAAAAAJ8/FuzoPPJh4IQ/s1600/IMG_2639.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJv5z7MMl1I/AAAAAAAAAJ8/FuzoPPJh4IQ/s1600/IMG_2639.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph paragraph_style_1" style="-webkit-text-size-adjust: none; color: black; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; padding-bottom: 0px; padding-top: 0pt; position: relative; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times; line-height: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div class="paragraph paragraph_style_1" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; padding-bottom: 0px; padding-top: 0pt; position: relative; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Come era previsto oggi giornata dedicata all’affiancamento a Marco e Luciano, i nuovi proprietari del mio punto vendita Essedi. Devo essere sincero, ho scoperto un netto miglioramento nella loro gestione e la cosa mi ha fatto piacere. Qualcuno dirà che una volta venduta un’attività si vendono anche i pensieri. Beh, vi assicuro non è così. Sentirli in difficoltà mi dispiaceva un casino e trovarli oggi un po’ più padroni del negozio mi ha tranquillizzato. Ho pensato tanto alla loro situazione, ho fatto spesso paragoni con il mio startup. Aprire un negozio da zero significa cominciare piano piano e imparare giorno dopo giorno. Ma prendere un punto vendita già avviato, e bene, può essere traumatico. Caro Marco, so che mi leggerai e ti dico che questa esperienza ti maturerà un casino credimi. Tieni duro e avrai molte soddisfazioni.... mi rivolgo solo a te perchè Luciano credo sia un po’ più esperto in quanto ad esperienze no ? :-)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Comunque, immaginate l’effetto che può fare entrare in un luogo dove hai passato DI TUTTO. Mammamia, come ho detto ieri due tipi di sensazioni nettamente a contrasto l’una con l’altra. Quella che prevale di più è comunque la malinconia. L’Essedi di Rimini era ormai un vero e proprio punto di ritrovo per molti. Dalle 19 fino a chiusura venivano gli amici del “bar”. Li chiamavo così perchè in effetti tutte chiacchiere e pochi acquisti :-)))))) e allora ne approfitto per salutare Alberto (per lui capitolo a parte prossimamente) Eugenio, la Bea, Gianfranco, Marco, Iuri, Mario, Fabian e tutti coloro che prima di tornare tra le mura domestiche dopo una dura giornata di lavoro passavano da noi e ci facevano chiudere ALLE 20.30 !! BASTARDI !&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sto riscoprendo il gusto di viaggiare in treno. Per chi non lo sapesse infatti si stanno autodistruggendo tutte le macchine a motore a scoppio che mi capita di guidare: dopo la morte dello Scarabeo adesso è in ospedale anche la Scenic. Grazie ad una stronzata fatta insieme ad Alberto e Fabian durante una delle nostre serate trash ho spaccato la cinghia della distribuzione ... ovvero 2300,00 euri di danni. Tanto in questi giorni di soldi ne ho tanti no ? Mavaff... Come se non bastasse oggi è arrivato pure il conto della cena di matrimonio fatta a dicembre a Cortona.... evvai. Beh gente, quando andrò in Australia proverò veramente quello che molti italiani prima di me hanno fatto da quelle parti: sbarcare nella terra dei canguri senza un soldo e pieno di debiti e tornare dopo qualche anno con le tasche piene :-) Naturalmente sto scherzando, fosse per me dormirei pure sotto un ponte con Orietta ... si d’accordo .. ma lei cosa ne pensa ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sto delirando, provate voi a scrivere mentre la Marcuzzi dice che dentro la casa del grande fratello c’è un trans ...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Chiudo con un saluto speciale a Cinzia, un’amica vera ed unica ritrovata... ci vediamo a cena a Firenze sabato sera.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;At salut.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-3716416867357884839?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/3716416867357884839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/come-era-previsto-oggi-giornata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/3716416867357884839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/3716416867357884839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/come-era-previsto-oggi-giornata.html' title='Ancora Essedi Rimini'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJv5z7MMl1I/AAAAAAAAAJ8/FuzoPPJh4IQ/s72-c/IMG_2639.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2168100489176085683.post-532247150030444023</id><published>2006-02-02T09:06:00.000+10:30</published><updated>2010-09-24T10:13:15.578+09:30</updated><title type='text'>Ritorno in Toscana</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none; font-family: Times; font-size: medium;"&gt;&lt;div class="paragraph paragraph_style_1" style="color: black; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; padding-bottom: 0px; padding-top: 0pt; position: relative; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;div class="tinyText style_SkipStroke_1 inline-block stroke_0" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; clear: left; display: inline-block; float: left; font-size: 1px; height: 150px; line-height: 1px; margin-bottom: 21px; margin-left: 15px; margin-right: 21px; margin-top: 21px; opacity: 1; overflow-x: visible; overflow-y: visible; position: relative; vertical-align: baseline; width: 200px;"&gt;&lt;img alt="" src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/2_Ritorno_in_Toscana_files/CIMG0393.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; height: 150px; width: 200px;" /&gt;&lt;div style="left: -15px; overflow-x: visible; overflow-y: visible; position: absolute; top: -15px;"&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/2_Ritorno_in_Toscana_files/Pinstripe_01.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 23px; left: 0px; position: absolute; top: 0px; width: 23px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/2_Ritorno_in_Toscana_files/Pinstripe_07.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 23px; left: 0px; position: absolute; top: 157px; width: 23px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/2_Ritorno_in_Toscana_files/Pinstripe_03.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 23px; left: 207px; position: absolute; top: 0px; width: 23px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/2_Ritorno_in_Toscana_files/Pinstripe_09.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 23px; left: 207px; position: absolute; top: 157px; width: 23px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/2_Ritorno_in_Toscana_files/Pinstripe_04.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 134px; left: 0px; position: absolute; top: 23px; width: 23px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/2_Ritorno_in_Toscana_files/Pinstripe_06.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 134px; left: 207px; position: absolute; top: 23px; width: 23px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/2_Ritorno_in_Toscana_files/Pinstripe_02.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 23px; left: 23px; position: absolute; top: 0px; width: 184px; z-index: auto;" /&gt;&lt;img src="http://web.mac.com/enricopaterni/Vita_in_Australia/Home_Blog/Voci/2006/2/2_Ritorno_in_Toscana_files/Pinstripe_08.png" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 23px; left: 23px; position: absolute; top: 157px; width: 184px; z-index: auto;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ho pensato tanto a questo giorno. Non sapevo se sarebbe arrivato o no. Lo vedevo come un miraggio, come uno scoglio su cui aggrapparmi ancora troppo lontano. Invece sono a casa. Lo so, tutti i weekend tornavo nella mia vallata ma oggi questa mia presenza ha un sapore diverso. Ho mille emozioni in questo momento: felicità, serenità, ma anche angoscia e paura. Sento ogni mezz’ora i miei amici di Rimini che mi telefonano per chiedermi come cavarsela in negozio, sento in sottofondo il brusio di molta gente. Gente che ho conquistato io e che adesso entra in negozio e non mi trova più. Ecco l’angoscia, ecco i dubbi che tornano. E se non avessi venduto tutto ? Se avessi deciso di tentare ancora ? So per certo che se avessi avuto più potenza economica quel negozio mi avrebbe dato tante soddisfazioni, ma essere così al limite rischiando sulla mia pelle e su quella dei miei genitori onestamente non mi ha convinto ad andare avanti. Mi rimane comunque la soddisfazione di aver creato una gran cosa completamente da zero. La soddisfazione di aver lasciato una gran bella impronta là dove prima non c’era niente... e questo nonostante diversi elementi negativi che hanno collaborato e gravitato intorno al negozio. Tornerò a parlare di questo più avanti, sicuramente, facendo nomi e cognomi dei protagonisti di questa storia da raccontare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="color: black; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;A casa quindi. Anche se per poco. Tra dieci giorni si parte. Mi aspetta una vita nuova. Soprattutto mi aspetta Orietta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="color: black; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sono felice di poter stare con i miei, fa bene a me e a loro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_1" style="color: black; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Domani tornerò a Rimini per dare una mano ai ragazzi nuovi. Il fatto che non rimarrò più a dormire in città mi fa stare meglio ... il fatto di non avere più legami con quel posto mi fa stare meglio... a più avanti i dettagli di queste ultime frasi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2168100489176085683-532247150030444023?l=enricopaterni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricopaterni.blogspot.com/feeds/532247150030444023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/ritorno-in-toscana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/532247150030444023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2168100489176085683/posts/default/532247150030444023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricopaterni.blogspot.com/2006/02/ritorno-in-toscana.html' title='Ritorno in Toscana'/><author><name>Enrico Paterni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03904410148016579546</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_bSbCcYCXj9Y/TJrBKLZ_spI/AAAAAAAAAJc/wZjDt-J7ckI/S220/enri.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
